
Dal 15 giugno al 30 settembre in Campania entra in vigore lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi. Lo ha comunicato la Direzione generale della Protezione civile regionale. Il decreto emanato dalla Regione ha disposto una serie di misure specifiche volte alla gestione del rischio incendi, un pericolo che da sempre diventa più imminente con l’arrivo della stagione estiva.
Il decreto prolunga fino a 88 giorni lo stato di grave pericolosità incendi in Campania, aumentando rispetto allo scorso anno il periodo di copertura: nel 2025 infatti lo stato d’emergenza è entrato in vigore il 28 giugno. In campo la Regione ha dispiegato, per prevenire e intervenire eventualmente, maggiori forze dell’Aib, i nuclei antincendio boschivo composti anche dai volontari della protezione civile, e Dos, cioè i direttori delle operazioni di spegnimento.
Attenzione particolare è rivolta all’area del vesuviano, zona colpita tra gli altri dal vasto incendio del luglio del 2017, con l’attività di una terza squadra aggiuntiva a San Giuseppe Vesuviano oltre a quelle già operative di Terzigno e Ottaviano. Questa sarà il secondo presidio rurale nella regione insieme a quello di Roscigno nel Salernitano. Anche a Caserta è stata aggiunta un’ulteriore squadra Aib.
A essere particolarmente coinvolte nel dispiegamento sono quindi le province di Napoli, Caserta e Salerno: quest’ultima è la provincia campana più colpita da roghi nel corso del 2025, secondo i dati presentati all’VIII forum foreste di Legambiente che coprono il periodo dell’anno scorso fino al 15 ottobre. Il 2025 è stato un anno critico per tutta la Campania che si è posizionata al quarto posto in Italia per roghi ambientali con ben 6129 ettari bruciati, di cui quasi duemila solo nel salernitano.
La convenzione è stata frutto del lavoro congiunto tra l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, il direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Michele Mazzaro, il capo della Protezione Civile della Campania, Italo Giulivo, e il presidente della commissione Ambiente, Salvatore Flocco. In particolare l’assessora Zabatta ha ribadito, come si legge nel comunicato regionale, che “la Regione Campania è pronta ad affrontare la stagione estiva con l’intero sistema regionale di Protezione Civile, ma la prima e più efficace forma di difesa resta la responsabilità individuale” Infatti, prosegue, “la quasi totalità degli incendi è riconducibile a comportamenti umani, spesso imprudenti o negligenti. Anche un gesto apparentemente banale può provocare danni gravissimi all’ambiente”.
Tra i divieti ribaditi dal decreto c’è quello di accendere fuochi all’aperto nei boschi e fino a una distanza di 100 metri da essi, nonché nei pascoli; il divieto di combustione dei residui vegetali agricoli e forestali; il divieto di abbruciamento delle stoppie e delle erbe infestanti, anche nei terreni incolti; il divieto di accendere fuochi d’artificio, lanciare razzi di qualsiasi tipo e/o mongolfiere di carta dotate di fiamme libere, nonché altri articoli pirotecnici a una distanza inferiore a un chilometro dalle superfici boscate e dai pascoli, salvo specifiche deroghe autorizzate; il divieto di compiere nei boschi e nei pascoli attività che possano costituire causa di innesco di incendi. Tra queste l’utilizzo di motori o fornelli che producono brace o faville, l’uso di apparecchi a fiamma o elettrici per il taglio dei metalli, fumare o gettare mozziconi e fiammiferi accesi, sostare con autoveicoli su zone non asfaltate nelle aree boscate.
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