
La Groenlandia saluta ufficialmente l’ultima delle librerie presenti nel Paese.
Un evento apparentemente irrilevante ed invece, che è però il sintomo di un importante cambiamento sociale e culturale che stiamo vivendo. Con la chiusura dell’ultima libreria ancora attiva in Groenlandia, si dissolve il simbolo della cultura della lettura fisica. In un mondo sempre più dominato dall’era digitale, la tecnologia sta gradualmente riscrivendo anche le regole della distribuzione letteraria. Tra acquisti online ed e-book, il panorama editoriale tradizionale sta progressivamente decadendo.
All’inizio dell’anno, l’Atuagkat Boghandel, cuore pulsante dell’industria libraria della città di Nuuk, ha chiuso i battenti. La decisione di calare la saracinesca anche di questa tra le librerie più antiche della città, è stata presa a malincuore dal suo proprietario “per ragioni personali”.
Fino a quel momento, la libreria aveva svolto un ruolo fondamentale nell’editoria groenlandese. In una realtà fatta di piccole case editrici locali, che dipendono in gran parte dai finanziamenti statali, è difficile mantenere una rete di distribuzione indipendente. Ed ecco che, Atuagkat Boghandel, dal 1966, si era fatta carico di questo problema, permettendo la vendita diretta dei libri senza dover ricorrere alle costose spedizioni a domicilio, un’opzione particolarmente complicata in un territorio così vasto e privo di facili collegamenti stradali.
Atuagkat acquistava infatti 20-50 copie di ogni nuovo titolo dalle case editrici locali, garantendo loro una base di vendite sicure.
Eppure, l’addio ad Atuagkat non si presenta come un caso isolato ma anzi, come l’ennesima chiusura di un polo di cultura nel Paese. Spazi ormai vuoti, colmati da quei pochi negozi di souvenir e dall’avvento dell‘e-commerce, «I groenlandesi leggono sempre meno libri e anche qui la casa tipica è dominata da un gigantesco televisore a schermo piatto», queste le parole di Paul Cohen, traduttore.
Ciò che è avvenuto in Groenlandia, rischia di essere un pericoloso campanello d’allarme per tutto il mondo. L’industria letteraria tradizionale sta infatti vivendo un periodo di decadenza, messa in crisi da una parte, dal calo vertiginoso dei lettori e dell’altra dalla crescente diffusione dei “comodi” strumenti tecnologici di cui disponiamo. Due fattori antitetici che però combinati, contribuiscono a tale crisi.
Ormai gli schermi hanno totalmente catturato la nostra attenzione, soprattutto tra i giovani, che sembrano preferire trascorrere il loro tempo libero davanti a schermi digitali, scrollando video e reels, piuttosto che immersi nelle pagine di un libro.
E ciò non fa che contribuire alla crisi crescente delle librerie tradizionali. Le classiche librerie in cui recarsi fisicamente per cercare volumi tra gli scaffali, sfogliare le pagine… Una cultura romantica che però ha lasciato lo spazio alla “comodità” di acquistare libri online o ancora “meglio”, alla possibilità di accedere a una quantità praticamente illimitata di libri direttamente dai propri dispositivi attraverso il fenomeno degli e-book.
Acquistare rapidamente con un click una qualsiasi opera letteraria, ha infatti reso obsoleti molti modelli di distribuzione fisica. Librerie e case editrici, che una volta rappresentavano il cuore pulsante della cultura letteraria, sono ora costrette a vedersi schiacciate dalle innovazioni tecnologiche.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...