
È più che positivo il primo bilancio elaborato e pubblicato a dieci anni dall’introduzione della legge 68/2015, quella che punisce gli ecoreati in Italia. Una norma approvata durante il governo Renzi, desiderata e voluta principalmente dai partiti progressisti, che ha introdotto per la prima volta nella penisola il delitto di inquinamento ambientale, non contemplato fino ad allora.
Trattasi, quest’ultimo, di un illecito che più di tutti ha da sempre interessato la Campania, verificatosi soprattutto nelle province di Napoli e Caserta, ad esempio su territori come Castel Volturno e Giugliano, vittime di sversamenti illegali continui, discariche abusive e cumuli di rifiuti per le strade. I lettori di Informare conoscono bene le battaglie e le inchieste sul tema ambiente portate avanti dal 2002, anno in cui è nato il giornale, molte delle quali condotte con personalità di spicco del mondo scientifico e politico-istituzionale, come l’attuale Vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa.
Proprio alla Camera, nella Sala della Regina, il 19 maggio si è tenuto un evento, organizzato dallo stesso Costa, per parlare degli effetti e dei risultati ottenuti grazie alla legge, con la presenza dei cofirmatari della disposizione, magistrati, forze dell’ordine e associazioni come Legambiente e Stop Ecocide International. Oltre ad analizzare i benefici riscontrati fino ad oggi, l’incontro è stato utile per discutere dei prossimi passi da realizzare, a pochi mesi dalla sentenza della Cedu che ha condannato l’Italia per il caso “Terra dei Fuochi”.
Lo studio che ha approfondito i numeri fino al decimo anniversario della norma è stato condotto insieme da Legambiente e Libera. Da metà 2015 a dicembre del 2024, sono stati circa 7mila i reati accertati in tutto il paese su poco più di 21mila controlli effettuati. Questo significa che per ogni tre verifiche, c’è stato almeno un illecito commesso, a cui sono seguiti denunce (12510) e arresti (556). Come affermato in precedenza, la Campania si è posizionata al vertice della classifica delle regioni con un numero più alto di delitti ambientali realizzati, seguita da Sardegna e Puglia.
Tra i reati non figura soltanto l’inquinamento ambientale, ma anche il disastro ambientale, i delitti colposi contro l’ambiente, l’omessa bonifica e il traffico illecito di rifiuti, appannaggio soprattutto della criminalità organizzata. Un’ennesima testimonianza che in Campania la camorra riesce ad arricchirsi grazie agli affari legati alla “monnezza”, martoriando il territorio e causando stragi e morti. Non è un caso, infatti, che il 40% degli illeciti sia stato riscontrato nelle quattro regioni di tradizionale presenza mafiosa: Sicilia, Calabria e Puglia, oltre alla stessa Campania.
Durante il suo intervento, davanti al Commissario straordinario per la Terra dei Fuochi nominato dall’attuale governo Giuseppe Vadalà, Costa si è concentrato sulla necessità di «correre verso le bonifiche. Questo è il momento in cui le indagini devono proseguire. La ricerca del colpevole risulta necessaria, ma c’è bisogno di mettere un punto a tutto quello che abbiamo fatto». Il Vicepresidente della Camera fa riferimento soprattutto alle bonifiche da realizzare nelle tante discariche presenti da nord a sud: «Non si commetta l’errore di parlare di una sola terra dei fuochi. Esistono tante terre dei fuochi, ben 42 siti da monitorare che sono di interesse nazionale».
Salvatore Micillo, ex deputato del M5s e uno dei firmatari della legge, si è soffermato invece sul fatto che «a dieci anni di distanza dall’entrata in vigore della disposizione, è importante concentrarsi anche su un altro dato: in questo lasso di tempo sono state emesse multe e sequestrati beni per oltre un miliardo di euro. Parliamo di cifre e beni che in qualche modo ritornano allo Stato». Presente all’incontro anche il leader del partito pentastellato Giuseppe Conte, che ha mosso una critica sul piano di riarmo da 800 miliardi di euro previsto dall’Unione Europea, con l’ok dell’Italia, affermando che quei soldi potevano essere destinati e investiti sull’ambiente e sulla transizione ecologica.
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