
È trascorso l’ennesimo 2 novembre e il Cimitero di Poggioreale di Napoli continua a versare in uno stato di profondo abbandono e incuria. La situazione risulta grave sotto più punti di vista. Innanzitutto, è un patrimonio culturale che racconta un pezzo importante della storia della città, ma ciò che appare più intollerabile è la mancanza di rispetto nei confronti dei defunti e dei loro parenti.
Il Cimitero monumentale di Poggioreale fu consacrato nel 1837, sotto il re Ferdinando II di Borbone, nell’allora Regno delle Due Sicilie. Venne costruito in seguito all’Editto di Saint Cloud, emanato nel 1804 da Napoleone Bonaparte. L’obiettivo era ridurre la trasmissione di malattie tra i cittadini, allontanando la possibilità di focolai e seppellendo i morti fuori le mura cittadine. In realtà, il nucleo più antico fu costruito già nel 1762, il Cimitero delle 366 fosse, con il medesimo proposito, da Ferdinando Fuga. Nell’Ottocento era uno dei cimiteri più grandi d’ Europa, divenendo bersaglio di critiche da parte di chi lo reputava troppo stravagante.
Il camposanto di Poggioreale è composto da varie strutture, riccamente decorate e ornate in stile neoclassico. Attualmente però la struttura è ben lungi dall’essere nelle stesse condizioni di come fu ideata e progettata. Più di 3 anni fa, nel 2022, tre piani di cappelle sono crollate. In seguito, si sono ripetute altre scene del genere. I parenti, dopo anni di stop, si sono mossi, autonomamente, per poter recuperare e separare i resti dei defunti dai detriti. Insieme, hanno fondato il comitato “5 Gennaio”. Tutto il complesso si trova in pessime condizioni, tra loculi senza marmi, salme scoperchiate sotto la luce del sole. E ancora, cumuli di immondizia, con topi scorrazzanti, un cimitero che appare del tutto abbandonato. Persino la Chiesa Madre del Cimitero è inagibile, tra calcinacci e muffa ovunque. A causa di ciò, il 2 novembre di quest’anno è stata spostata la tradizionale Messa dei Defunti nella Chiesa “Risorgimento”.
Secondo quanto dice Agostino Anselmi, coordinatore della CISL FP del Comune di Napoli, la situazione sta lentamente migliorando, soprattutto dal punto di vista della pulizia. Il Comune ha annunciato, poi, che a breve inizieranno i lavori per il Quadrilatero degli uomini illustri, una sezione destinata alle personalità eminenti. Il problema principale risulta essere l’impossibile definizione delle singole responsabilità nella gestione del cimitero: tra comune di Napoli e le proprietà private delle arciconfraternite.
Ma la strada da fare è ancora lunga. Resta da vedere se alle parole e alle promesse seguiranno delle concrete azioni. Ma quanto tempo ancora siamo disposti ad aspettare prima che sia restituita dignità ad un luogo dove rispetto, ordine e pulizia dovrebbero essere di ordinaria amministrazione? Bisogna ridare ai cittadini la possibilità di commemorare i loro cari, in sicurezza.
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