
È ancora in corso “Dignità Autonome di Prostituzione” al Teatro Bellini di Napoli, che terminerà domenica 11 gennaio. Fino a quel giorno sarà possibile recarsi nel capoluogo partenopeo, in via Conte di Ruvo, per assistere allo spettacolo ideato e scritto da Luciano Melchionna, dal format di Betta Chianchini e di Melchionna stesso. Noi di Informare non possiamo che consigliare di vivere almeno una volta questa esperienza, in quanto Dignità Autonome di Prostituzione riesce a lasciare sempre esterrefatti, e in modo più che positivo, quasi sconvolgente. È la terza volta, nel corso del tempo (la rappresentazione artistica si tiene da 19 anni nell’intera penisola), che il nostro giornale ha assistito allo spettacolo, e tutte le volte esso è stato in grado di colpire nel profondo le menti e i cuori degli spettatori, che fanno una fatica enorme ad andare via dal teatro non appena terminato. Quattro ore di pura magia, fantasia, estasi e, soprattutto, arte che passano in un battito di ciglia, durante le quali un certo senso di alienazione prende il sopravvento facendo dimenticare tutto quello che è il mondo esterno.
Dignità Autonome di Prostituzione è uno spettacolo fuori dall’ordinario, e ciò lo si capisce già nel momento in cui si varca la soglia di ingresso del teatro, quando è il momento di ritirare, insieme al biglietto, i dollarini che serviranno a pagare i prostituti e le prostitute in scena, i quali metteranno a disposizione degli spettatori le rispettive performance. Prima dell’apertura delle danze, durante la fila per il controllo del ticket girano voci sul fatto che sarà fondamentale trattare con attori e attrici, che stabiliranno per i clienti un prezzo per le proprie prestazioni.
Lo spettacolo si apre con una prima parte dedicata all’intero pubblico, frazione che ha l’obiettivo di lanciare il seguente messaggio: rispettare il corpo di ogni vita umana, anche quelli che per i pregiudizi della società odierna non meritano dignità. Successivamente, viene dato il via alla seconda parte, probabilmente quella più calda e intrigante: i prostituti e le prostitute vengono presentati sul palco uno ad uno, dopodiché partono le contrattazioni. Con dieci dollarini a testa è possibile pagare almeno 3/4 prestazioni (ma dipende dal costo di ogni attore/attrice), di cui però non sveliamo nulla, lasciando al lettore beneficio del dubbio e curiosità. Dignità Autonome di Prostituzione si chiude con la terza parte, sempre destinata a tutto il pubblico.

Dignità Autonome di Prostituzione non segue i canoni classici del teatro, ma li scardina concependo un nuovo modo di fare arte. Il palco non è posizionato dove ci si immagina, ma al centro della platea, e alcuni degli spettatori sono seduti a terra. Oltre agli attori e ai cantanti che si esibiscono, c’è un’altra figura principale che interviene spesso durante lo spettacolo: quella di “Papi”, ovvero lo stesso Melchionna. L’idea delle stanze chiuse presso le quali recarsi con i prostituti e le prostitute (alcune situate anche all’esterno del Teatro) è strabiliante e scegliere tra gli attori è veramente difficile, vista e considerata bravura e professionalità di ognuno di loro. Noi abbiamo assistito a quattro performance, ma non le sveliamo, né le raccontiamo. Dopotutto, anche a teatro l’effetto sorpresa ha un ruolo fondamentale.
Oltre ai già citati Luciano Melchionna e Betta Chianchini, Dignità Autonome di Prostituzione vede la partecipazione di Raffaella Anzalone, Maria Avolio, Antonio Barberio, Carlo Caracciolo, Federica Carruba Toscano, Betta Cianchini, Riccardo Ciccarelli, Enzo Colursi, Cinzia Cordella, Marika De Chiara, Giampiero De Concilio, Valentina De Giovanni, Dario Di Pietro, Veronica D’Elia, Alessandro Freschi, Priscilla, Martina Galletta, Diopuntointerrogativo, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Her, Vincenzo Leto, Maldestro, Claudio Marino, Dolores Melodia, Raffaele Milite, Daniele Russo, Irene Scarpato, Simona Seraponte, Toto Casanova.
Disegno luci a cura di Gianni Caccia; disegno audio di Luigi Di Martino. I costumi sono di Milla, mentre gli elementi scenici di Luciano Melchionna e Milla. La produzione è di Ente Teatro Cronaca e il brano ‘Bunker’ è di Antonio Urso.
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