
Pochi mesi fa Napoli ha assistito ad un annuncio che ha fatto vibrare le corde del cuore dei suoi abitanti: il ritorno dei Co’Sang. Ntò e Luchè, il leggendario duo rap, hanno comunicato il loro ritorno attraverso un cortometraggio che intreccia immagini storiche e riprese inedite. Il tutto culminerà in un concerto il 17 settembre 2024 a Piazza Plebiscito. I biglietti per la data sono andati esauriti in pochi minuti, costringendo gli organizzatori ad aggiungere una seconda data il giorno successivo, ma non è tutto. Ieri infatti è stato annunciato il nuovo disco: DINASTIA, fuori il 30 Agosto.
Se fino ad ora il focus è stato concentrato sul concerto a Piazza Plebiscito, ora tutto assume un nuovo flavor. Tanto hype e molta paura hanno assalito i milioni di fan napoletani e non, anche alla luce della reunion ed il disco sempre quest’anno dei Club Dogo. Insomma, la trepidazione è altissima.
Questo ritorno dei Co’Sang segue una tendenza nel rap italiano, il comeback. I Club Dogo sono stati i primi, poi c’è stato Neffa con Fabri Fibra con il pezzo Foglie Morte, ed ora Napoli Sona. Se i loro cugini hanno scosso il cuore dei fan, loro stanno per smuovere un culto, una generazione intera. Non si parla solo di pubblico ma anche di artisti, come si può notare dai commenti al post di annuncio dove è presente tutta la scena Rap/Trap napoletana e non.
Nel corso degli anni, sia Luchè che Ntò hanno evoluto il loro sound, esplorando nuove sonorità. Dai pezzi dei primi due dischi tanta acqua è passata sotto i ponti, ma i due rapper hanno sempre saputo rimanere rilevanti. Tuttavia, riportare in vita i Co’Sang rappresenta una sfida diversa: come mantenere l’autenticità evolvendosi e non involvendo verso ciò che l’industria vorrebbe, cosa che i Co’Sang in passato non hanno mai fatto.
Il ritorno dei Co’Sang non è solo un evento musicale, ma un richiamo alle radici e alla cultura di Napoli. In un mercato musicale che spesso predilige il commerciale, Ntò e Luchè hanno l’opportunità di andare contro corrente come erano soliti fare, lontano dalle logiche di Milano e delle grandi etichette. In un momento dove Napoli è al centro dei giochi come palco e con artisti come Geolier, diventa essenziale riportare la chiesa al centro del villaggio, tornare alle origini dell’hip hop, tornare alla poesia cruda.
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