
Questa mattina in piazzetta Egizio Sandomenico a Ponticelli si è tenuto un evento, voluto dal Comitato di liberazione dalla camorra Disarmiamo Ponticelli e Libera, in memoria delle vittime innocenti di mafia dell’11 novembre 1989. Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino, Gaetano Di Nocera e Gaetano De Cicco: questi i nomi di persone indifese, innocue, e che nulla avevano in comune con quel mondo che quella sera li ha strappati via alle proprie famiglie.
Sono passati 32 anni da quel giorno, ma nulla è cambiato: le strade della periferia est di Napoli vivono ancora nel terrore di situazioni come queste. Lo scoppio di una bomba, lo sparo di una pistola, la difficoltà nel camminare tranquilli per i propri quartieri. Una realtà esistente, che non va sottovalutata e che, soprattutto, non va denigrata come mera periferia.
Ponticelli è Napoli ed oggi ha chiamato Napoli, la sua città, per chiedergli di rispondere presente, di essergli vicina in maniera continuativa e di agire nel concreto per il recupero di una realtà che ha tanto da offrire. All’incontro hanno preso parte diverse istituzioni, quali l’assessore alla legalità Mario Morcone, il senatore Sandro Ruotolo, il questore di Napoli Alessandro Giuliano, il vicesindaco Mia Filippone e l’assessore alla sicurezza Antonio De Jesu.
«È necessario per Ponticelli urlare, provocare, alzare la voce e chiedere aiuto attraverso il grido che si eleva da questa piazza stamattina. Un grido d’aiuto, perché qui c’è una situazione difficile ancora una volta. Ed è per questo che Ponticelli chiama Napoli a venire, a farsi vedere, a essere presente, a stabilire un contatto più forte, ad aiutarci. Ponticelli è un pezzo enorme della nostra città, un pezzo sofferente da tanti anni». Queste le forti parole di apertura del Presidente di Arci Movie Roberto D’Avascio.
Nel corso dell’evento è intervenuta Silvia Guarracino, figlia di Domenico Guarracino, una delle vittime dell’11 novembre. «Io oggi non voglio ricordare i vari passaggi di quella giornata, voglio semplicemente ringraziare la presenza oggi delle istituzioni sul territorio e l’attività continua delle associazioni. Quando un bambino o un ragazzo mi dice di conoscere già la storia di mio padre, per me è già una vittoria. Dopo 32 anni essere qui a celebrare la memoria di quattro persone innocenti che non sono più tornate a casa, è già una vittoria».
Il questore di Napoli Alessandro Giuliani ha sottolineato l’importanza di questo evento, lasciando il palco con una frase emblematica: «La lotta alle mafie non deve essere l’onere di pochi, ma il privilegio di molti». A seguire ha parlato anche il vicesindaco Mia Filippone, portando i saluti del sindaco Gaetano Manfredi e di tutta la Giunta del Comune di Napoli: «bisogna impegnarsi affinché Ponticelli sia Napoli, Napoli sia Italia e Italia sia Europa, azzerando discriminazioni e violenze».
È inoltre salito sul palco anche il Presidente nazionale della FAI per l’antiracket Luigi Ferrucci, per sottolineare l’importanza del denunciare le estorsioni. «Purtroppo ancora oggi molti nostri colleghi si ostinano a non denunciare, anche se ci sono tutte le condizioni per farlo. È una battaglia di liberazione: ogni operatore commerciale che denuncia libera una parte del territorio, piccola o grande che sia».
“Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo fiori“: queste le parole scritte sul muro della piazzetta che ha ospitato l’evento. Parole da un significato immenso, come la scultura a pochi metri dal luogo della strage del bar Sayonara, che riporta i nomi delle quattro vittime innocenti e che è stata omaggiata durante la cerimonia con una corona di fiori. Emozioni forti, grazie alle parole spese da chi è intervenuto sul palco e alla speranza che chi vive a Ponticelli ripone nel futuro. Un futuro che può e deve essere migliore del presente e nel quale l’indifferenza dei tanti non è più tollerata.
di Silvia De Martino
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