
Il 2024 ha registrato un dato molto positivo per l’economia italiana. Infatti, si è registrata una disoccupazione in calo ad agosto, attestata al 6,2%. Considerando i termini percentuali, è il dato più basso degli ultimi quattordici anni, dal 2007, prima della crisi finanziaria globale. I disoccupati ammontano a 1,5 milioni di persone, ma questo dato da solo può davvero rivelare una tendenza positiva per l’Italia?
Sebbene la disoccupazione sia in calo, bisogna considerare che il tasso di occupazione è rimasto stabile al 62,5% il che implica, in realtà, un aumento della popolazione inattiva. Ossia, rimane inalterata quella parte di popolazione che non sta attivamente cercando di uscire dalla condizione di disoccupazione. Un altro dato rimane invariato se meglio si analizza la situazione, ossia la crescita inalterata del PIL. Quest’ultimo è cresciuto dell’1%, mentre l’occupazione è cresciuta del 2,1%. Questo significa che ogni nuovo occupato guadagnato nel 2024 ha generato metà della ricchezza che invece genera il lavoratore medio in Italia.
Come mai accade ciò? Una prima ipotesi potrebbe riguardare la qualità dei nuovi posti di lavoro, ma in verità i contratti a tempo indeterminato stanno aumentando. Secondo la Banca d’Italia, sembra che gli imprenditori stiano preferendo l’assunzione di un maggior numero di persone all’innovazione. Questo dato offre una duplice motivazione: l’aumento degli occupati ma anche il calo della produttività. Un’altra teoria proposta dagli economisti è quella dell’errore di calcolo. È possibile, infatti, che accada ciò che è già accaduto in passato, cioè l’errore di calcolo dovuto a problemi nella raccolta di dati relativi al PIL, accaduto nel 2001. Quell’anno il PIL fu, infatti, cambiato a posteriori, aggiungendovi un +1,3% e passando così dal 7% inizialmente calcolato all’8,3%. A far dubitare di questa ipotesi, però, c’è la considerazione che, rispetto all’ultima volta, gli errori di calcolo sarebbero di proporzioni ben maggiori.
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