
Come emerge dai dati dello studio sugli Early Leavers from Education and Training, la dispersione scolastica e l’abbandono degli studi in Campania sono in diminuzione.
Il 4 giugno 2026 l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, ha pubblicato uno studio sulla dispersione scolastica e l’abbandono degli studi. Secondo questi numeri, in Europa la percentuale di studenti tra 18 e 24 anni che possiedono al massimo il titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione e non frequentano alcun percorso di studio, è del 9,1%. Un dato incoraggiante che si avvicina all’obiettivo fissato dall’Unione per il 2030, che prevede un tasso inferiore al 9%.
L’Italia occupa una posizione privilegiata: raggiunge l’8,2%, una percentuale di gran lunga sotto la media europea. La Germania registra una dispersione scolastica del 13,1%, la Spagna del 12,8%, fino ad arrivare alla Romania, che raggiunge quasi il 16%, come visibile nel grafico.

Nel contesto italiano, la Campania non è da meno: nell’area metropolitana di Napoli il tasso di abbandono è passato dall’11,6% del 2023 al 9,9% del 2025. Come ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, “per la prima volta la dispersione scolastica scende sotto la media europea. Dal 2023 al 2025 abbiamo restituito prospettive e opportunità a mezzo milione di giovani. È un traguardo straordinario che coinvolge anche Regioni come Calabria, Puglia e Campania che oggi, per la prima volta, registrano risultati migliori rispetto a quelli di grandi Paesi europei come la Germania. Le misure che abbiamo introdotto, da Agenda Sud al decreto Caivano, insieme alla personalizzazione dei percorsi educativi grazie al docente tutor, stanno contribuendo in maniera significativa a contrastare la dispersione scolastica e a garantire l’effettività del diritto allo studio”.
Tuttavia, come abbiamo sottolineato in passato, nonostante questi dati incoraggianti, la dispersione scolastica rimane un fenomeno delicato e complesso in Campania: la povertà e il disagio familiare continuano ad essere un fattore decisivo nella scelta di abbandonare gli studi o di frequentare con discontinuità. Il prossimo step, dunque, sarà di andare oltre al recupero dello studente per riportarlo in aula: bisognerà assicurarsi che ci sia una frequenza continua e duratura, a fronte di contesti territoriali sempre più fragili.
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