
La dispersione scolastica continua a rappresentare una criticità del sistema educativo italiano, ma negli ultimi anni a Napoli e in Campania emergono segnali sempre più incoraggianti. Il fenomeno, che indica l’abbandono prematuro degli studi o la mancata frequenza scolastica, è in progressiva diminuzione, pur restando legato a fattori sociali ed economici.
In Campania il tasso complessivo è sceso intorno al 9%, in netto miglioramento rispetto all’11,5% registrato nel 2022. A Napoli i dati risultano ancora più contenuti: nel 2023/2024 solo lo 0,13% degli alunni della scuola primaria non risulta iscritto, mentre nelle scuole secondarie si registrano lo 0,44% nel primo grado e lo 0,69% nel secondo grado. Si tratta di livelli tra i più bassi mai registrati, in linea con il trend nazionale che vede il tasso di abbandono scendere all’8,2%.
Questi risultati confermano l’efficacia degli interventi messi in campo negli ultimi anni, che hanno rafforzato i controlli e le azioni di recupero, contribuendo a riportare in aula migliaia di studenti a rischio.
Tuttavia, i dati non consentono ancora di abbassare la guardia: il fenomeno, pur in calo, non è superato e continua a riflettere disuguaglianze sociali e territoriali. A livello nazionale, inoltre, il tema delle risorse destinate all’istruzione resta centrale, con criticità legate agli investimenti e alla continuità degli interventi, che rischiano di incidere sulla tenuta dei risultati nel lungo periodo.
Nonostante il miglioramento, la dispersione resta un fenomeno complesso. A incidere sono soprattutto fattori socioeconomici come povertà, disagio familiare e contesti territoriali fragili.
Accanto all’abbandono esplicito, cresce l’attenzione sulla dispersione implicita, che riguarda studenti iscritti ma con frequenza discontinua, soprattutto nella fascia adolescenziale. Le recenti misure normative, come il Decreto Caivano, hanno rafforzato l’obbligo scolastico e i controlli, mentre gli effetti della pandemia continuano a incidere sui percorsi educativi più fragili.
Resta inoltre elevato il tasso di abbandono tra gli studenti stranieri, segnalando la necessità di interventi più mirati sull’inclusione.
Per contrastare il fenomeno, a Napoli è stata attivata una rete articolata di interventi che coinvolge scuole, istituzioni e terzo settore. Il Comune, in collaborazione con Prefettura e Tribunale per i Minorenni, monitora costantemente la situazione e promuove iniziative di recupero e reinserimento scolastico.
Tra le azioni più diffuse vi sono progetti di scuola aperta, sportelli di orientamento e percorsi di sostegno alle famiglie. Parallelamente, l’Ufficio Scolastico Regionale ha intensificato i controlli e sperimentato strumenti come le “stanze educative”.
Nel quadro scolastico nazionale, i fondi del PNRR e le misure dedicate hanno contribuito al recupero di circa 10.000 studenti in Campania negli ultimi anni. Tuttavia, le istituzioni sottolineano la necessità di mantenere alta l’attenzione: a Napoli restano ancora minori fuori dal sistema scolastico e situazioni di frequenza irregolare.
Il miglioramento dei dati rappresenta un segnale positivo, ma non definitivo. Il consolidamento di questi risultati passerà dalla capacità di rafforzare gli interventi e garantire inclusione, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.
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