
Più di un miliardo di persone obese nel mondo, sono i numeri di una pandemia. I più fragili sono bambini che hanno un alto rischio di diabete. Ancel Keys in Italia scoprì la dieta mediterranea, ora abbiamo dato spazio al cibo spazzatura.
Dopo la pandemia del 2020, la salute pubblica è sempre più al centro dell’attenzione e la statistica evidenza un dato allarmante, più di un miliardo di persone in tutto il mondo lottano contro l’obesità, una condizione che sta assumendo le proporzioni di una vera e propria epidemia. Queste cifre, rivelate dalla rivista scientifica The Lancet in concomitanza con la giornata mondiale dell’obesità, il 4 marzo, evidenziano una crescente crisi sanitaria che richiede un’azione immediata.
Secondo i dati del 2022, il fenomeno tocca in modo significativo sia i giovani che gli adulti: ben 159 milioni di minori e adolescenti e 879 milioni di adulti sono affetti da obesità. La cosa è assai preoccupante perché “Un bambino obeso ha il 75%-80%di probabilità di diventare un adulto obeso ad alto rischio di diabete”, osserva Angelo Avogaro, presidente della Società Italiana di Diabetologia.
La ricerca pubblicata su The Lancet da Majid Ezzati dell’Imperial College di Londra pone l’accento sull’allarmante diffusione dell’obesità già tra i bambini in età scolare e gli adolescenti. Ezzati evidenzia la necessità di migliorare l’accesso a cibi sani e nutrienti come misura fondamentale per contrastare questa epidemia. L’allarme globale dell’obesità registrato dal 1990 al 2022 è drammatico: tra i minori, la percentuale è più che quadruplicata sia per le ragazze che per i ragazzi. Inoltre, si è verificato un incremento significativo anche tra gli adulti. Questi dati riflettono una tendenza preoccupante che si estende a livello globale, con implicazioni serie per la salute pubblica futura.
Tedros Adhanom Ghebreyesus, a capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sottolinea l’importanza di un approccio preventivo e curativo che abbracci tutte le fasi della vita, dall’infanzia all’età adulta. Questo include l’adozione di uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata e una regolare attività fisica. Ghebreyesus invita a un impegno collettivo che coinvolga governi, comunità locali ma soprattutto le aziende che devono produrre cibi più sani.
Ancel Keys ideatore della dieta mediterranea trovò nella nostra penisola il modello alimentare più salutare sia dal punto di vista alimentare che della longevità, oggi la situazione è totalmente diversa. L’obesità, soprattutto quella infantile risulta particolarmente preoccupante in Italia, posizionata al quarto posto in Europa per incidenza di sovrappeso e obesità tra i giovani secondo l’ultimo report dell’Ufficio Europeo dell’OMS. Altro che dieta mediterranea, oggi si preferiscono i cibi industriali carichi di apporto calorico.
L’allarme globale dell’obesità richiede un impegno congiunto e strategie integrate che affrontino le cause alla radice del problema. Prevenire l’obesità è fondamentale per una ampia gamma di problemi di salute, come malattie cardiovascolari, diabete, problemi respiratori e perfino alcuni tipi di cancro.
Dal punto di vista sociale ed economico, l’obesità è legata molte volte ad uno scarso benessere economico in ambienti sociali ricchi. Spesso costa più la verdura che un panino in un fast food e nel mondo ci sono ancora 700 milioni di persone che soffrono la fame secondo la FAO.
Mangiare sano, con una dieta ricca di frutta, cereali e proteine magre, deve essere un pilastro sin dall’infanzia per prevenire malattie facilmente evitabili, ma anche per preservare il patrimonio culturale della nostra dieta mediterranea. L’uomo non ha mai mangiato cibo spazzatura, liberiamo le nostre tavole, le nostre scuole dalle bibite dolci e gassate, riscopriamo le nostre diete e i cibi salutari, sia per le generazioni future, sia per chi ancora oggi soffre la fame.
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