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Dobbiamo sfatare l'allarmismo e la disinformazione sui Campi Flegrei

Redazione Informare
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8 novembre 20235 min di lettura

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Dobbiamo sfatare l'allarmismo e la disinformazione sui Campi Flegrei

Indice (2)

  • 1IL FENOMENO DEL BRADISISMO
  • 2NAPOLI: IL DECRETO CAMPI FLEGREI

L’ allarmismo che si è diffuso nel territorio campano, circa gli ultimi eventi sismici ai Campi Flegrei, non fa altro che creare un flusso di disinformazione che può essere pericoloso. È quindi giusto premettere, prima di cominciare, che fenomeni come quelli sismici sono costantemente monitorati da esperti sismologi presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dalle autorità competenti come il Dipartimento della Protezione Civile. La storia della formazione del territorio campano è costellata da terremoti che hanno avuto un forte impatto sulla struttura dei paesi che oggi abitiamo e conosciamo. La nostra regione è infatti tra i primi territori italiani a rischio sismico. Ma cos’è nello specifico un evento sismico? La definizione esatta di terremoto corrisponde “ad una vibrazione o assestamento della crosta terrestre, provocato dallo spostamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo”.

IL FENOMENO DEL BRADISISMO

Un altro termine che si è presentato davanti ai nostri occhi ultimamente è bradisismo. Quest’ultimo nel suo senso letterale è un fenomeno legato al vulcanismo che consiste “in un periodico abbassamento o innalzamento del livello del suolo”. Questo fenomeno è particolarmente legato alla zona dei Campi Flegrei, dove nell’ultimo periodo si sono verificati terremoti generalmente “deboli”, ma molto frequenti. I fenomeni bradisismici vengono costantemente monitorati dall’INGV che raccoglie costantemente diversi tipi di dati che possono essere sismici o riguardanti la deformazione del suolo.

In caso di terremoto, vi sono ovviamente predisposti dei piani di evacuazione ben organizzati. Ci sono due fasi in caso di allerta sismica, una di pre-allarme ed una di allarme. Nella fase di preallarme i cittadini possono allontanarsi solo autonomamente, con il proprio mezzo di trasporto, seguendo percorsi stradali stabiliti nel Piano di allontanamento, quindi si raggiungono i Punti di prima accoglienza individuati. Nella fase di allarme invece, tutta la popolazione deve abbandonare la zona rossa contemporaneamente ed il tempo complessivo stimato per questa operazione è di 72 ore.

NAPOLI: IL DECRETO CAMPI FLEGREI

Per quanto riguarda nello specifico la città di Napoli, la Protezione Civile ha diviso la città in due zone: la zona rossa, che va evacuata per prima e poi la zona gialla. Le zone rosse e gialle sono determinate dalla vicinanza ai due vulcani, dai parametri di rischio e dagli studi storici sull’andamento dei venti. Le due aree sono ovviamente costantemente monitorate, infatti l’Osservatorio Vesuviano, in base ai suoi parametri di misura, decide se si è o meno in uno stato di allerta. Al momento, visti gli ultimi eventi, il livello di allerta del Vesuvio è verde, mentre quello dei Campi Flegrei è giallo.

In merito a ciò, il 5 ottobre 2023, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Campi Flegrei che prevede per la prima volta anche un piano di protezione civile per il rischio bradisismo. Quest’ultimo va ad aggiungersi ai piani per rischio terremoto e per rischio vulcanico. Al momento a Napoli sono state definite 17 aree di attesa per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei e 3 aree di attesa per il rischio vulcanico del Vesuvio. Un mito che ci teniamo a sfatare è quello che in qualche modo il Vesuvio ed i Campi Flegrei siano in qualche modo collegati, sono strutture completamente diverse, la frequenza delle eruzioni è diversa e la dinamica delle eruzioni in parte è diversa. Abbiamo parlato nello specifico della zona vesuviana, con i volontari della Protezione Civile Cobra2 sita a Somma Vesuviana, proprio alle pendici del Monte Somma.

Come nasce la vostra associazione e di cosa si occupa?

«L’associazione di Protezione Civile “Cobra 2” volontariato di Somma Vesuviana è nata il 27 febbraio 2003 e opera con grande dedizione e con ottimi risultati in tutti quelli che sono i settori di utilità sociale. La ragione sociale per la quale è nata l’associazione è: l’assistenza alla popolazione in caso di manifestazioni e di calamità naturali sul territorio. La Protezione Civile “Cobra 2” conta alla data odierna 50 soci di cui: Volontari addetti all’antincendio, Volontari addetti all’emergenza idrogeologica e Volontari addetti alle manifestazioni».

Nell’immediato, verso che zone si cercherà di indirizzare la popolazione e perché?

«Sostanzialmente il piano prevede 72 ore di tempo per abbandonare la zona in modo autonomo o assistito e questo viene suddiviso in tre fasi: nelle prime 12 ore ci si dedica alla preparazione e le autorità predispongono tutte le misure necessarie per la regolarizzazione del traffico. Nelle successive 48 ore i comuni gestiranno le partenze per tutti contemporaneamente, e la collocazione come stabilito dai piani comunali. Nella terza fase è stato poi previsto un margine di 12 ore per lo spostamento eventuale di tutti gli operatori del sistema protezione civile».

In base a quale criterio, gli abitanti di un determinato comune vengono smistati in altri paesi ben definiti?

«Esiste un sistema di gemellaggio tra i comuni delle zone rosse e quelli del resto d’Italia e anche delle province autonome. Gli sfollati verranno spostati con pullman treni o navi in punti di prima accoglienza, ma si potranno anche spostare autonomamente con percorsi stabiliti e obbligatori».

Come si affronta il falso allarmismo che si diffonde tra le persone?

«Da anni facciamo campagne d’informazione, per divulgare e assicurare la popolazione, il compito è quello di informarsi solo ed esclusivamente presso gli organi preposti o tramite i loro siti istituzionali, come il Dipartimento di Protezione Civile e l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)».

di Camilla Esposito Alaia e Clara Gesmundo

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  • #ambiente
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  • #disinformazione
  • #Napoli
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