
Un’intera giornata di sciopero contro il conflitto a Gaza. Lunedì 22 settembre è stato indetto uno sciopero generale nazionale di 24 ore dai sindacati di base CUB, ADL e SGB. La mobilitazione, che si annuncia più ampia rispetto all’analoga del 19 settembre, coinvolgerà trasporti pubblici, scuole, università, porti e vigili del fuoco, promettendo disagi significativi per cittadini e pendolari.
La protesta è stata organizzata specificamente “in risposta al genocidio in corso nella Striscia di Gaza, al blocco degli aiuti umanitari da parte dell’esercito israeliano e alle minacce rivolte contro la missione internazionale Global Sumud Flotilla”, come spiegato in una nota dal sindacato USB, che sottolinea la presenza a bordo della nave di lavoratori e sindacalisti italiani.
Il settore più colpito sarà quello ferroviario. Il personale di Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord (ad eccezione della Calabria) aderirà allo sciopero dalle ore 00:00 alle 23:00 di lunedì 22. Tuttavia, i primi disagi sono attesi già a partire dalle 21 di domenica 21 settembre, per terminare alle 20:59 di lunedì. Sono previste cancellazioni e variazioni alla circolazione. Per mitigare l’impatto sui pendolari, sono state istituite fasce di garanzia: dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00, durante le quali è assicurata una circolazione minima. L’elenco completo dei treni garantiti è disponibile sul sito di Trenitalia.
Diversa la situazione per il trasporto aereo: il comparto non ha aderito allo sciopero del 22, avendo già proclamato astensioni dal lavoro per il 26 settembre. I voli dovrebbero dunque rimanere regolari.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, i taxi sciopereranno per l’intera giornata (00.00-23.59), mentre il settore autostradale sarà in mobilitazione dalle 22 di domenica alle 22 di lunedì. Anche i lavoratori portuali incroceranno le braccia per l’intera giornata di lunedì.
Lo sciopero investirà pienamente anche il mondo della formazione. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha diramato una comunicazione per avvisare dell’adesione di “personale docente e Ata del comparto Istruzione e Ricerca”. Alla mobilitazione si uniranno anche i dipendenti del settore privato, grazie a una protesta parallela indetta da altre sigle sindacali (Confsai, Cisle, Conalpe).
Anche le università saranno un epicentro della protesta. In molti atenei sono stati organizzati sit-in e presidi, con i collettivi studenteschi che hanno annunciato la loro adesione alla giornata di mobilitazione. In un comunicato, il sindacato USB della Ricerca ha motivato la scelta affermando: “Sentiamo il dovere di essere parte di un grande movimento di lavoratori contro la guerra e contro il genocidio del popolo palestinese”.
L’astensione dal lavoro toccherà anche altri servizi essenziali. I vigili del fuoco hanno proclamato uno sciopero di 4 ore, dalle 9:00 alle 13:00. Il personale amministrativo giornaliero, invece, sciopererà per l’intera giornata di lunedì, promettendo ulteriori rallentamenti alla macchina della pubblica amministrazione.
La giornata di lunedì si prospetta dunque come un vero e proprio stop nazionale, con la vita quotidiana del paese segnata da una protesta che, partendo dai diritti dei lavoratori, intende levare alta la voce per la pace in Medio Oriente.
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