Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiSociale

Donne, Scienza e STEM: il divario che (r)esiste

Flavia D'Avino
Flavia D'AvinoRedazione Informare
11 febbraio 20255 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Donne, Scienza e STEM: il divario che (r)esiste

Indice (4)

  • 1STEM: un percorso a senso unico 
  • 2Donne in STEM: il falso mito del “tanto è meglio di prima”
  • 3Cosa servirebbe davvero?
  • 4Donne nella scienza: più innovazione, più competitività, più sviluppo

L’11 febbraio si celebra la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza, istituita nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e promossa dall’UNESCO. Il suo obiettivo? Quello di ricordarci che, nonostante le continue dichiarazioni d’intenti e le tante iniziative promozionali, le donne e le ragazze continuano a essere penalizzate nei settori scientifici e tecnologici (STEM). Un dato su tutti. Solo il 28% delle laureate in ingegneria e il 40% in informatica sono donne. Basterebbe questo per capire che siamo ancora lontani da una vera parità. Ma allargando lo sguardo all’intero settore della ricerca, scopriamo che le donne rappresentano appena il 33,3% dei ricercatori a livello globale. E non solo. Guadagnano mediamente meno, ricevono meno fondi, e, nella stragrande maggioranza dei casi, non riescono a raggiungere ruoli di leadership. Insomma, una disparità strutturale che continua a perpetuarsi di generazione in generazione. Radicata in un sistema che, nonostante le buone intenzioni, non sembra voler cambiare davvero.

STEM: un percorso a senso unico 

Ma perché le donne sono così poco presenti nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica)? La risposta è complessa. Ma una delle cause principali è sotto gli occhi di tutti: gli stereotipi di genere. Inculcati fin dall’infanzia e difficili da sradicare. Fin dai banchi di scuola, il copione si ripete: le ragazze vengono dirottate verso le materie umanistiche, mentre le discipline scientifiche restano appannaggio dei ragazzi. Il risultato? Nei primi anni di istruzione, le studentesse registrano punteggi in matematica inferiori di circa 9 punti rispetto ai coetanei maschi. Un divario che aumenta nel tempo. E no, non è una questione di attitudini innate, come qualcuno ancora si ostina a credere. Ma di aspettative sociali, modelli culturali e condizionamenti che finiscono per convincere le ragazze di “non essere portate” per certe discipline.

E se, nonostante tutto, una ragazza sceglie un percorso scientifico? Si scontra con un altro muro: il mercato del lavoro. I numeri sono impietosi. In Italia, appena il 16,8% delle donne tra i 25 e i 34 anni consegue una laurea in materie STEM. Contro il 37% degli uomini. E chi ce la fa? Trova ancora troppe porte chiuse: il tasso di occupazione femminile nel settore scientifico è inferiore a quello maschile del 6,3% in matematica e scienze, e addirittura del 9,3% in informatica, ingegneria e architettura. Chi assume, nella maggior parte dei casi, continua a pensare che una donna sia “meno adatta” a certi ruoli. Meno competitiva, meno disposta a sacrificare la vita privata per la carriera. E se invece fosse il contrario? Se il problema fosse che il mondo del lavoro scientifico è costruito su un modello antiquato, basato sul presupposto che bisogna lavorare h24 e non avere una vita privata? Ma questo, ovviamente, è un altro discorso.

Donne in STEM: il falso mito del “tanto è meglio di prima”

Ogni anno, in occasione di questa giornata, si moltiplicano convegni, eventi, dichiarazioni ufficiali, post sui social. Tutti a ribadire l’importanza della parità di genere nella scienza. Tutti a riconoscere che c’è ancora molto da fare. Eppure, i numeri restano sempre gli stessi, e il cambiamento procede a una lentezza esasperante.  E qui sta il punto: non basta dire che “la situazione è migliorata rispetto al passato” per credere che il problema sia risolto. Perché è vero, qualcosa si è mosso. Ma il ritmo del progresso è ancora troppo lento. Nel frattempo, intere generazioni di ragazze continuano a restare escluse dai settori scientifici, a guadagnare meno, a vedersi precluse opportunità di carriera. E la cosa più assurda è che non se ne stupisce più nessuno. Siamo arrivati al punto in cui la disparità non fa nemmeno più notizia. 

Cosa servirebbe davvero?

E allora, come si rompe questo circolo vizioso? La soluzione è chiara, ma l’attuazione resta la vera sfida: intervenire subito, senza perdere altro tempo, fin dai primi anni di scuola. Serve un’azione concreta per smantellare gli stereotipi e costruire un’educazione scientifica davvero inclusiva. Perché senza una base solida, ogni altra misura rischia di essere solo una toppa su un sistema che continua a escludere metà del talento disponibile. Questo significa investire in programmi di orientamento che mostrino alle bambine che la scienza è anche per loro. Significa creare ambienti accademici e lavorativi dove le donne non si sentano costantemente in minoranza, costrette a dimostrare il doppio per ottenere la metà. Perché sì, funziona ancora così. Significa anche ripensare le politiche familiari e il welfare, perché il problema della scarsa rappresentanza femminile nelle STEM è solo una parte di un sistema molto più grande. Un sistema in cui le donne si trovano ancora a dover scegliere tra carriera e vita privata.

Donne nella scienza: più innovazione, più competitività, più sviluppo

E c’è un punto che troppo spesso sfugge. Le aziende e i team di ricerca con più donne funzionano meglio. No, non è una questione di politically correct, ma di numeri. Più diversità significa più creatività, più problem-solving, più crescita economica. Il McKinsey Global Institute calcola che abbattere il divario di genere nel lavoro potrebbe valere fino a 12 trilioni di dollari in più nel PIL globale entro il 2025. Dodici trilioni. Più donne nella scienza non è solo equità. È sviluppo, è innovazione, è competitività. Eppure, si continua a perdere tempo. A lasciare che il talento di milioni di ragazze venga sprecato per via di un sistema che non è ancora pronto ad accoglierle davvero.

Tags
  • #donne nella scienza
  • #educazione
  • #Gender Gap
  • #lavoro
  • #stem
Flavia D'Avino
Redazione Informare

Flavia D'Avino

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026