
Franco Alfieri, sindaco di Capaccio Paestum e Presidente della Provincia di Salerno, ha rassegnato le dimissioni. L’amministratore del Pd, agli arresti da ottobre per un’inchiesta su presunti appalti truccati, ha fatto un passo indietro. Venerdì la Cassazione aveva respinto il ricorso per l’annullamento degli arresti domiciliari.
L’indagine riguarda presunte irregolarità negli appalti per la pubblica illuminazione a Capaccio Paestum. Al centro delle accuse, che spaziano dalla turbata libertà degli incanti alla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, ci sono anche Elvira Alfieri, amministratrice della “Alfieri Impianti” e sorella del politico dem, Andrea Campanile, ex capo dello staff del primo cittadino, Carmine Greco, funzionario del comune di Capaccio Paestum, e gli imprenditori Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria della società “Dervit”.
Alfieri ha così anticipato la minaccia dei componenti della maggioranza del consiglio comunale di Capaccio che erano pronti a rassegnare le dimissioni dopo che lo stesso comune si è costituito parte civile nel processo contro il sindaco. Ma certamente ad aver avuto un peso nella scelta concordata con i suoi legali anche la sentenza con la quale la cassazione ha rigettato pochi giorni fa la richiesta di revoca della misura cautelare ai domiciliari. Restano agli arresti domiciliari anche gli altri indagati coinvolti nell’inchiesta.
Ora ci sono 21 giorni per ufficializzare le dimissioni, dopo le quali si potrà arrivare allo scioglimento del consiglio e a nuove elezioni già in primavera. Intanto è fissata al 20 marzo la prima udienza del processo dopo il rinvio deciso nei giorni scorsi, proprio in attesa di questa decisione della cassazione che ha respinto anche di spostare il processo a Vallo della Lucania. Intanto, non tardano ad arrivare ai primi commenti sulla scelta delle dimissioni di Alfieri, che era stato già sospeso dalla carica dl Prefetto Francesco Esposito.
«È finita la telenovela. Sono occorsi 5 mesi per un atto di responsabilità nei confronti dei cittadini con la Provincia di Salerno e il Comune di Capaccio-Paestum sequestrati. Sulle responsabilità personali di Alfieri dirà il processo ma sulla politica e l’Amministrazione il giudizio è già tratto. Occorre una svolta rispetto a questo modo di governare i territori del PD. Basta clientelismo con spese che distruggono anche il futuro delle Comunità. La responsabilità politica del PD e del deluchismo ha prodotto disastri che ipotecano l’avvenire. Cala il sipario su una vicenda che doveva vedere subito le dimissioni e il ritorno al voto». Lo dichiara il Senatore Antonio Iannone, Commissario Regionale di Fratelli d’Italia in Campania.
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