
Doppia B è un rapper e producer proveniente da Castel Volturno. Come tutti i rapper, almeno di una volta, ha iniziato perché la musica era la via per raccontare i suoi disagi: il padre stenta nel portare avanti la famiglia e la realtà in cui vive non è per nulla accogliente. Il musicista parla del suo percorso, delle esperienze che lo hanno segnato e dell’uscita del suo ultimo singolo, assieme a Luis Navarro: Ascoltami.

Quando hai iniziato a fare musica rap e chi sono i tuoi riferimenti?
«Ho iniziato a 17 anni e, quando subisci certe cose dalla vita, poi conosci questo genere che, all’epoca, era musica di protesta. Adesso non lo è più, è diventato “abbiamo i soldi, le donne…”. Crescendo, ho conosciuto tanti altri artisti e ho imparato, nel mio piccolo, a scrivere. Tra i colossi del rap, in Italia mi piace l’ironia di Fabri Fibra perché è molto tagliente e Noyz Narcos. All’estero, amo Eminem, perché nei suoi primi album parlava di situazioni simili alle mie».
Cosa ti piace raccontare nei tuoi pezzi?
«Sono molto autobiografico, ma racconto anche cose che ho visto e non ho vissuto in prima persona. Ti cito un’esperienza: la morte di Luigi Izzo un paio d’anni fa. Era un papà molto giovane, con 3 bambini. Una lite banale in cui lui faceva da paciere. Gli dedicai un concerto e un giornalista non volle farci un articolo per evitare ripercussioni. I miei figli giocano con quelli di Luigi a calcio ed è uno strazio, perché la loro nonna piange ogni volta che i bambini segnano un gol e non possono esultare con il papà. A me successe la stessa cosa, non c’entravo nulla: 3-4 persone mi investirono con l’auto, rompendomi i crociati. Parlo del degrado che c’è in questa zona, ma credo che esso derivi dalle persone che vengono da fuori, perché gli abitanti di Castel Volturno sono persone eccezionali.»
Nel mondo del rap, quali sono le più grandi sfide che hai affrontato?
«Questo, come tutti gli ambienti musicali, non è un settore facile: trovare un vero amico è davvero molto raro. Ognuno guarda a sé, anche quando si vedono grandi collaborazioni. Una volta, si facevano i featuring per il rispetto che si aveva dell’altro, adesso si guarda al compenso. Tante volte ho pensato di mollare perché ho dato tanto a molte persone senza chiedere nulla in cambio, ma spesso non c’è stato neanche un grazie.»
Parliamo del tuo ultimo pezzo: Ascoltami con Luis Navarro. Di cosa parla la nuova canzone e come nasce il featuring con lui?
«Io e Luis ci conosciamo da tanti anni, ognuno facendo il proprio repertorio. Ho preso una base che realizzai tanto tempo fa ispirandomi a Mockinbird di Eminem e che poi avevo messo da parte. Quando l’ha sentita, mi ha detto di farci un testo d’amore, anche se non ne ho fatti molti. Abbiamo scritto il testo a quattro mani. Credo sia un testo autobiografico suo, ma non lo ammetterà mai. La porteremo in tour insieme. Luis è un vocal coach eccezionale, porta un sacco di ragazzi ad alcuni dei maggiori talent show musicali. Fa molta musica latina, ma sta sperimentando tanto anche di generi un po’ più “italiani”. Per me potrebbe sfondare a livello nazionale, ma purtroppo questa cosa non è ancora successa.»
Dove ti vedi tra 5 anni?
«Bella domanda. Io ho 4 bambini, ognuno ha i suoi impegni. Proprio ora sono tornato da scuola dopo averli accompagnati. Li porto a calcio, a danza, escono… sono un padre molto presente. Credo che tra 5 anni sarò solo producer, non credo che le persone vogliano vedere un cinquantenne a fare rap, a meno che non sei un pezzo grosso. Vediamo poi come andranno i prossimi dischi. Proprio in questi giorni, ho iniziato a lavorare al mio prossimo progetto, Pierrot. E’ una narrazione triste: guerre, mancanza di amore e di valori. Mi piace questa immagine del Pierrot con la lacrima, mai felice. Penso che per il 2025 sarà pronto.»
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