
Si è conclusa sabato 29 giugno in Casina Pompeiana la mostra d’arte intitolata “Double” dedicata all’esposizione delle opere pittoriche dell’artista Rosa Borreale accompagnate dai
versi poetici di Lina Sanniti.
È proprio double il concetto su cui si è srotolata la mostra, ovvero sulla duplicità arte/poesia, dove l’arte figurativa si è intersecata con le parole e il linguaggio iconografico ha sposato quello poetico dei versi di Sanniti.

«Nei miei dipinti – ha proseguito – ho messo in risalto la differenza tra l’Occidente, che è molto più ricco, e i Paesi più poveri». A questo riguardo, per esempio, in un quadro sono raffigurate delle bambine che si prendono a capelli mentre giocano e lavorano; il messaggio che l’artista vuole inviare è lo sfruttamento minorile, dove i diritti del bambino sono violati da una società sfruttatrice e misera. In un altro dipinto è raffigurato un manifesto di una bambina che pubblicizza un costume da bagno e altre che compiono lavori di venditrici ambulanti.


dove sono rappresentate delle bambine thailandesi con gli anelli al collo che fungono da modelle per essere fotografate dai turisti e soddisfare le loro esigenze, mentre davanti a
loro ci sono dei bambini americani che si divertono.
«Quello che mi colpisce nel mondo – ha spiegato l’artista – sono proprio queste differenze
sociali date per scontate ma che, purtroppo, aumentano sempre di più».
Nell’ultimo quadro della Borreale in cui sono raffigurate due ragazze con i cellulari, l’artista
pone così l’accento su un’ulteriore problematica della nostra società attuale: l’essere continuamente distratti da una vuota e narcisistica realtà virtuale che distoglie l’attenzione
di giovani e meno giovani dai problemi seri che attanagliano la società, fino a renderli sempre più egolatrici, ciechi e insensibili di fronte a questi.
di Sara Ramondino
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