
Ti trovi in un locale e ti stai divertendo, stai ballando con i tuoi amici. Magari hai bevuto un po’, ma la serata sta andando alla grande. Poi all’improvviso la testa gira, le gambe cedono: blackout. Non si tratta di una semplice sbornia; è spiking, ti hanno drogato il drink per approfittare di te.
Il drink spiking è l’atto di drogare una persona alterando il suo drink con sostanze stupefacenti o sedative– come GHB, ketamina o benzodiazepine – senza che se ne accorga. Si tratta di un’aggressione vera e propria, fatta di nascosto, spesso in locali e discoteche affollati dove è facile passare inosservati. Il bicchiere sembra innocuo, il gusto non cambia, ma bastano pochi minuti perché la vittima perda totalmente conoscenza e da quel momento si è completamente indifesi.
Il needle spiking, ancora più pericoloso, avviene attraverso iniezioni clandestine. Nel giro di pochi secondi, infatti, attraverso una puntura impercettibile le sostanze stupefacenti sono già in circolo nel sangue.
La cosa peggiore è che in molti casi, le sostanze non vengono rilevate, perché il tempo tra la puntura e il test è troppo lungo, oppure perché si tratta di dosi minime, anche se destabilizzanti. Si tratta del crimine perfetto. I locali, dove prevalentemente avvengono questi episodi, sono caotici: alcol, luci stroboscopiche, musica assordante. Inoltre le sostanze utilizzate per lo spiking sono difficilmente rilevabili oppure è la stessa vittima a non accorgersene attribuendo i sintomi percepiti ad una semplice sbronza. Proprio per questo motivo lo spiking è così pericoloso.
Durante l’ultima Fête de la Musique, tenutasi a giugno in Francia, 145 donne hanno denunciato punture ricevute nella calca della folla e 12 sospettati sono stati arrestati. Quella che doveva essere una festa si è trasformata ben presto in un incubo e non si tratta di un caso isolato.
In Spagna ci sono stati parecchi casi di needle spiking negli ultimi mesi, le cui principali vittime sono donne straniere, turiste che non conoscevano bene il posto. Molti sono i casi anche di drink spiking, in particolare ai festivals della musica ed ai rave party. Nel Regno Unito, la situazione è ormai fuori controllo: già nel 2021 si registravano oltre 1.000 segnalazioni.
Le droghe usate nello spiking sono potenti e potenzialmente letali. Il GHB, conosciuto come “droga dello stupro”, è un liquido incolore e inodore che può farti passare in pochi minuti dalla disinibizione al coma profondo. Le benzodiazepine – come il Rohypnol o il Diazepam – annullano la volontà, stordiscono, cancellano la memoria. La ketamina invece dissocia mente e corpo: puoi restare cosciente, ma totalmente immobilizzato. Il peggio è che spesso queste sostanze vengono combinati tra loro – e con alcol – per amplificarne gli effetti. Una miscela micidiale, che ti fa crollare prima ancora di capire cosa sta succedendo.
A seguito di questi numerosi episodi è diventato fondamentale tenere la guardia alta, imparando a proteggersi dallo spiking prevenendolo e riconoscendone i segnali quando possibile.
Mai lasciare incustodite le bevande e mai accettarle da sconosciuti, soprattutto se già aperte. Usare tappi anti-spiking o coperture per i bicchieri può fare la differenza, così come consumare drink trasparenti, che rendono più facile notare eventuali alterazioni. Nei locali molto affollati, è necessario muoversi in gruppo, stare vicino ad amici per controllarsi a vicenda e segnalare subito comportamenti sospetti. Qualsiasi sintomo va subito fatto presente al personale del locale, se necessario è fondamentale chiedere aiuto medico immediato. Anche piccoli segni sulla pelle, come un livido inspiegabile, possono essere campanelli d’allarme.
Il primo passo per proteggersi è la consapevolezza: riconoscere i segnali dello spiking può salvarci la vita.
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