Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
Cultura

Dubai, tra storia e architettura

Redazione Informare
Redazione InformareRedazione Informare
18 marzo 20205 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Dubai, tra storia e architettura

Dubai. Ecco, appena dico “Dubai” c’è il solito aspirante snob che finge di storcere il naso con la solita frasetta: “un centro commerciale …”.

Niente di più banale, tanto più che Dubai ha una storia e, soprattutto, è una delle grandi capitali del “sogno”, insieme ad altre capitali degli Emirati come Abu Dhabi o Doha.  Sono luoghi dove da decenni con audacia prometeica si sta letteralmente riscrivendo il concetto di spazio, di volume, dove la terra, statica per definizione, sfida quotidianamente il mare, il cielo, il vento, dove gli edifici non solo hanno ribaltato il rapporto fra interno ed esterno frantumando l’idea di ‘muro’, ma stanno imparando anche a muoversi, ad aver vita propria in relazione al sole, all’ombra, alla luce, come quelli progettati dall’architetto italo-israeliano David Fisher (laureato e prof. a Firenze).

La questione non è nuova e investe tutto il Novecento in tutto il mondo, ma qui, fra le

Immagine articolo
palme, la sabbia e i pescatori di perle del Golfo Persico prende vita e si fa quotidiano futuro, pur partendo da molto lontano.

È bene ricordare che l’Exposition des Arts Décoratifs del 1925 poneva in maniera provocatoria e nuova, con ésprit nouveau appunto, un problema che diede e dà un brivido agli architetti ‘fabbricatori’: l’architettura in che rapporto è con lo spazio? Si potrebbe dire tout-court che l’architettura è scienza composita che frange, taglia con linee e forme e volumi lo spazio naturale per pervenire ad una tectura. La questione si complica quando passiamo alla domanda successiva: ma la tectura è anche textura o quest’ultima è un dettaglio esclusivamente “decorativo” (con tutto il carico di negatività che per secoli ha accompagnato questo aggettivo) una variabile indipendente rispetto alla grande scrittura volumetrico-spaziale del “corpo di fabbrica”?

Il Novecento ha stravolto proprio questi rapporti che per lunghi secoli hanno accompagnato la trama e l’ordito dell’architettura per cui era regola fondamentale che alla facies, alla facciata, intesa qui in maniera lievemente impropria nel senso più generale di “esteriorità” (cfr. s.v. ‘Facciata’ in Dizionario  enciclopedico di architettura e urbanistica, dir. da P. Portoghesi, Roma 1968: ”secondo il Tommaseo quella che… fa l’uffizio che fa viso tra le molte membra del corpo”.), dovesse corrispondere un’interiorità che, dunque, se non era in corrispondenza biunivoca, da essa dipendeva in una relazione sì gerarchica, ma sincronica, secondo il dettato settecentesco del ‘vitruviano’ Francesco Milizia: ”Le facciate sono perfette quando colla decorazione, colla simmetria e coll’euritmia esprimano adequatamente quella distribuzione interna e quella costruzione le quali convengono alla natura dell’edifizio”.

informareonline-dubai (1)
informareonline-dubai (1)

Lo so, si sente la musica della commodulatio…

Il Novecento vede, insomma, la disarticolazione del rapporto di stretta interrelazione fra interno ed esterno, tra la facies e le parti del corpo, secondo le teorie di Loos e questo non vale solo per l’architettura, ma più in generale per il Design, in particolare il design per la moda, che perviene alla scissione dicotomica fra la tectura e la textura, l’abito e la sua struttura funzionale, il corpo, che arriva al pericoloso limite di struttura portante (skeletos), mentre l’abito vive di vita propria, diventando talora puro ikelon, pura immagine di sé tenuta in vita dalla griffe. Se per il buon borghese ottocentesco si può dire che grazie all’abito-habitus “le apparenze diventano non tanto una superficie, quanto lo specchio di un’essenza”, per l’antiborghese del secondo Novecento si potrebbe dire che le apparenze rischiano di farsi specchio di un’assenza: la ‘moda’ ha preso il posto del buon gusto e talora del buon senso.

L’architettura come il design, dunque, ha attraversato il Novecento con molti problemi teorici provocati anche dalle nuove rivoluzionarie tecnologie, ma per quanto qui ci riguarda, con una quaestio irrisolta relativa al rapporto fra interno ed esterno, non solo nel senso del rapporto tra la fabrica ed il suo con/testo, ma anche nel senso del rapporto fra interno ed esterno della fabrica stessa soprattutto in un luogo ‘assoluto’ come Dubai.

Immagine articolo

Ovviamente la premessa di tale quaestio è la definizione, o meglio: una delle possibili definizioni dello spazio.

Se lo spazio, infatti, viene inteso come un vacuum, allora è possibile immaginare un’architettura che viva di vita propria creandosi, grazie alla potèstas dell’architetto, uno spazio suo, del tutto autoreferenziale quanto demiurgico grazie a giochi di linee e di forme che inventano volumi che, a loro volta, scrivono e si inscrivono sullo/nello spazio, senza altra regola se non quella funzionale, prima ancora che estetica, in rapporto solo a se stessi. A ben pensare, è questa la dimensione teorica di quanti pensano di poter fare e fanno (purtroppo!) la stessa fabrica a Tunisi come a Malindi, lo stesso albergo ad Acapulco come a Kérala.

Penso ancora, a titolo esemplare, al caso di Kenzo Tange che progetta il centro direzionale (nomen, sed non omen) di Napoli ‘a prescindere’ da quasi tutto, a partire dal paesaggio, i suoi colori, la sua akoè, le sue luci, le sue prospettive naturalmente date: gli edifici sono pensati per guardare se stessi, immemori del concetto prezioso di ‘identità dei luoghi’ senza la quale c’è solo straniamento.

A Dubai è incredibilmente accaduto, ma in positivo, proprio questo: architetti geniali hanno ‘inventato’ ex novo una ‘identità dei luoghi’ che ormai vive come memoria remota il festival del dattero o la corsa dei cammelli. Non è un rifiuto: fatto è che le nuove generazioni sono nate e cresciute all’ombra del Dubai Mall invertendo l’orizzonte dei loro padri, orizzonte che non è più orizzontale, ma verticale. Che storia!

di Jolanda Capriglione

Tags
  • #architettura
  • #cultura
  • #dubai
  • #STORIA
Redazione Informare
Redazione Informare

Redazione Informare

Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026
San Gregorio Armeno chiude per protesta: il turismo rischia di cambiare la strada dei presepi
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA

San Gregorio Armeno chiude per protesta: il turismo rischia di cambiare la strada dei presepi

San Gregorio Armeno è una delle strade più caratteristiche di Napoli e proprio grazie alle sue botteghe è diventata una de...

Maria Carla Pilla•17/09/2026
Il mausoleo funerario di Virgilio: dove sono finiti i resti del poeta latino?
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • EVIDENZA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

Il mausoleo funerario di Virgilio: dove sono finiti i resti del poeta latino?

Era l’equinozio di autunno, precisamente il 21 settembre dell’anno 19 a. C., quando il Vate lasciò le sue spoglie mortal...

Alessandro Giuseppe Terracciano•17/09/2026
"Cortile in Festa" 2026: tre serate di teatro e musica al Maschio Angioino di Napoli
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • EVIDENZA

"Cortile in Festa" 2026: tre serate di teatro e musica al Maschio Angioino di Napoli

Il cortile del Maschio Angioino è pronto a trasformarsi in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto di musica e teatro....

Alessandro Giuseppe Terracciano•16/09/2026