
A Roma, città eterna, sembra che i pellegrini e i turisti siano benvenuti, ma chi è senza casa? Proprio in occasione del Giubileo, l’emergenza abitativa esplode, e a farne le spese sono coloro che non hanno un tetto sopra la testa. Ecco cosa sta accadendo nella Capitale, dove le tensostrutture per i senzatetto sono osteggiate ovunque.
Il progetto di costruire grandi tensostrutture per accogliere i senzatetto durante il Giubileo, nelle intenzioni delle istituzioni, doveva essere una soluzione. Tuttavia, come spesso accade, a Roma le cose non vanno mai per il verso giusto. La tensostruttura prevista per Piazza dei Cinquecento, vicino alla stazione Termini, è stata spostata a San Lorenzo dopo le proteste dei residenti. Qui, però, non è cambiato molto: anche gli abitanti di San Lorenzo hanno espresso il loro disappunto, stavolta con l’appoggio di Italia Viva, e il progetto è stato bocciato. Nessuno sembra volere i senza tetto, tanto meno vicino a casa propria.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha dichiarato che i suoi poteri sono limitati e ha chiesto l’aiuto del governo per evitare la trasformazione del centro in un albergo a cielo aperto. La “lotta senza quartiere” di cui parla si traduce in sgomberi, definiti ironicamente “operazioni anti degrado”. Peccato che, una volta allontanate queste persone dai loro rifugi temporanei, manchi un vero piano di accoglienza: nessuno sembra porsi la questione di dove debbano andare.
È evidente che durante il Giubileo nessuno vuole i senza tetto. Questa politica di “pulizia” non riesce a nascondere la cruda realtà: in una città che si prepara ad accogliere pellegrini da tutto il mondo, i residenti temono la svalutazione delle loro case e protestano. I poveri puzzano anche per i preti. Tra un b&b e un sgombero, la dignità dei più poveri sembra diventare l’ultima preoccupazione.
La città, con quasi 20.000 persone in lista d’attesa per una casa popolare, riesce a offrire soltanto 86 alloggi all’anno. È una cifra drammaticamente insufficiente, che lascia migliaia di famiglie in una situazione di precarietà assoluta. I quartieri storici di Roma si stanno trasformando rapidamente in distretti di b&b e appartamenti per affitti brevi, destinati ai turisti piuttosto che ai residenti. Gli inquilini vengono sfrattati alla fine dei contratti di locazione perché i proprietari preferiscono destinare le proprietà a chi può pagare di più per soggiorni di breve durata.
L’assessore capitolino Tobia Zevi ha lamentato l’assenza di un sostegno concreto da parte del governo centrale, che ha recentemente abolito il fondo per il contributo all’affitto, un aiuto economico che molte famiglie in difficoltà utilizzavano per non finire in strada. A questo si aggiunge il mancato supporto della Regione Lazio, che dovrebbe fornire parte degli alloggi da destinare all’emergenza abitativa. Roma, quindi, si trova a dover affrontare l’emergenza abitativa praticamente da sola, con risorse limitate e in una città sempre più orientata al profitto del turismo.
La domanda che resta è scomoda: qual è il prezzo della Roma “turistica”? Ogni nuovo b&b o appartamento turistico significa, spesso, un inquilino in meno nel cuore della città, che viene progressivamente svuotato della sua comunità stabile. La questione del diritto alla casa resta così un problema che la politica continua a rimandare, schiacciata tra la pressione dei residenti preoccupati per il “decoro” e l’interesse dei proprietari e dei grandi investitori nel settore turistico. E intanto, durante il Giubileo, nessuno vuole i senza tetto.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...