
Rimandare di una mezz’ora il pranzo del sabato per ascoltare la musica inedita di giovani compositori: è ciò che è accaduto lo scorso 11 aprile negli ambienti delle Gallerie d’Italia in via Toledo, con l’evento “Pascha Nostrum: visioni sonore da un inno pasquale”, a cura del maestro Paolo Tortiglione.
L’occasione si inserisce nella più ampia rassegna “è aperto a tutti quanti”, una serie di incontri musicali in collaborazione con il conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, che si terranno fino al 18 luglio presso l’ex sede del Banco di Napoli – che da come suggerisce il nome è tratto da una frase del don Giovanni di Mozart – sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Il calendario della rassegna primaverile è molto ricco: 28 concerti degli Allievi “Musica a pranzo”, e 13 concerti dei Maestri “Pomeriggi con i maestri”.
I ragazzi della classe di composizione del conservatorio hanno ideato dei pezzi a partire da una sola melodia iniziale, quella del canto gregoriano “Pascha Nostrum”, un Alleluja facente parte della liturgia pasquale. Gli studenti hanno quindi dato vita alle proprie composizioni partendo tutti dalla stessa base melodica, sviluppata da ognuno diversamente, mostrando quanto possa essere ampia l’interpretazione e la costruzione di brani molto dissimili fra loro ma tutti innestati su un unico spunto iniziale.
In particolare, come ha sottolineato il maestro Tortiglione, è da evidenziare la scelta da parte dei compositori di preferire accostamenti non convenzionali tra strumenti molto diversi che non si è soliti vedere impiegati insieme. È il caso del duo violoncello e tromba, o di quello pianoforte e flauto, che all’apparenza può sembrare classico, finché non si scopre che il piano non è suonato come ci si aspetterebbe, con le mani che premono tipicamente i tasti bianchi e neri, ma pizzicando la cordatura interna dello strumento, sviluppando potenzialità inaspettate.
Il pubblico ha prima ascoltato l’inno nella sua natura pura, originaria, e in seguito i musicisti hanno eseguito le composizioni inedite. Ciò ha significato stabilire una continuità artistica fra una tradizione musicale così antica e la capacità di adoperarla come punto di partenza per ideare musica contemporanea. Come si legge nella brochure, che ha illustrato i dettagli dell’evento agli spettatori, l’occasione è stata “un invito a riflettere sulla potenzialità e gli scenari sonori racchiusi nelle note di un Alleluja Gregoriano e nella sua atmosfera di solennità e e rinascita. I secoli di cambiamenti, trasformazioni culturali e musicali rappresentano solo un ulteriore incoraggiamento verso la connessione tra sguardo sul mondo contemporaneo, gli albori della musica e il vivere il proprio tempo della musica”.
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