
Il Big Maxi Cinema diventerà una torrefazione del caffè. La struttura è stata infatti acquistata dalla Toraldo e in questi giorni è iniziata la demolizione di uno degli edifici del complesso facente parte dell’ex multisala di Marcianise. In particolare, ad essere demolito in questo momento, è la struttura che ospitava lo Small, cioè le piccole sale che per un periodo hanno proiettato i film indipendenti.
Il Big Maxi Cinema aveva già interrotto le proiezioni il 28 febbraio 2023, una notizia che è arrivata come un fulmine a ciel sereno ai dipendenti che ci lavoravano e ai frequentatori abituali della struttura. Due anni fa era ricaduto il 20esimo anniversario dell’inaugurazione di questa struttura che aveva portato nel casertano l’innovazione delle multisale al pari dei grandi centri metropolitani. Una struttura moderna ed all’avanguardia che aveva rivoluzionato il modo di assistere ad una proiezione cinematografica. Ora questa storia è arrivata al capolinea con tutte le conseguenze che essa porterà in termini di impoverimento del territorio sociale, economico e culturale.
Situato lungo viale Carlo III, nel territorio di Marcianise, in una posizione strategica all’uscita dell’autostrada, il Big è stato un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema che provenivano sia dalla provincia di Caserta che di Napoli. Negli ultimi 20 anni sono stati migliaia i ragazzi e le famiglie che hanno scelto il multisala per trascorrere una serata in compagnia davanti allo schermo. In un nostro articolo sulla crisi delle sale cinematografiche, abbiamo raccontato di come siano le grandi città, grazie ad investimenti ed alla maggiore densità di popolazione, a riuscire a mantenere alti gli incassi e la qualità delle sale cinematografiche.
Caserta, che comunque piccola città non è, non ha ancora un piano concreto per l’apertura di sale cinematografiche. Anzi, nel corso di questi anni, ha visto chiudere il Duel e il San Carlo. In zone periferiche, invece, non si riesce a far fronte a perdite e le condizioni delle sale lasciano a desiderare. Tutto ciò non ha fatto altro che portare i pochi avventori delle sale di provincia verso quelle dei centri commerciali. Nel nostro caso, parliamo del Centro Commerciale Campania, unico luogo che possiede più sale cinematografiche. Anche la disparità sui costi dei biglietti e sulla mancanza di offerte hanno influito sulla scelta delle persone, protese sempre più verso le grandi catene.
Cosa si può salvare e cosa dovrebbero fare le sale cinematografiche che si trovano in provincia? Questa è la domanda che ci siamo posti circa l’argomento. Tutte le possibili soluzioni, citando una riflessione della collega Aurora Santacroce, convergono in un punto: ripartire dalle comunità e puntare su aggregazione e appartenenza di quelle poche strutture che ancora resistono sul nostro territorio. Villa Giaquinto a Caserta, in estate, propone una programmazione che riserva film già usciti. Grazie a questa operazione però attira sempre più cittadini.
A Capua, c’è il progetto di Francesco Massarelli con il Teatro Ricciardi. Proprio con lui, Aurora Santacroce ha parlato dell’attuale crisi di sale cinematografiche nel nostro territorio: «Noi, come Teatro Ricciardi, siamo una struttura classica e facciamo una programmazione di qualità, ma commerciale con poi film più particolari. Seguiamo l’orientamento del pubblico e il nostro pubblico ama il cinema italiano di qualità. Il problema dei piccoli cinema in provincia sono spesso i distributori stessi, che ci legano le mani. I costi sono alti e se non si ha un buon bacino di pubblico si va in perdita. Ora, ritornando alla situazione di Capua, credo che dovrebbero esserci altre sale e quelle sale dovrebbero condividere informazioni per fare un’offerta differenziata. Al momento purtroppo su Caserta sembra che non ci sia una nuova prospettiva sull’avere un cinema».
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