
Quello lasciato dal “Frusciante” è un vuoto improvviso, inspiegabile. È una di quelle volte in cui la natura beffarda della vita, con la sua imprevedibilità, ci colpisce particolarmente. Perché quando se ne va Federico Frusciante, non scompare soltanto un critico cinematografico o uno youtuber seguito da migliaia di persone: viene meno una voce protagonista, una presenza che per anni ha accompagnato, formato, provocato intere generazioni di cinefili. Un’anima artistica sensibile al bello, alla qualità, di quelle che, nella vita, poche volte si incontrano.
La notizia è arrivata nel modo più semplice e più brutale possibile, attraverso poche righe pubblicate sui suoi profili social. Federico Frusciante è morto domenica 15 febbraio, a 52 anni. «È con enorme dolore e immenso dispiacere che comunichiamo la scomparsa prematura di Federico», si legge nel messaggio che ha iniziato a circolare nel primo pomeriggio. Secondo quanto si è appreso, Frusciante è stato colto da un malore improvviso nella sua abitazione di Livorno. Chi vorrà salutarlo potrà farlo presso la camera mortuaria del Cimitero dei Lupi di Livorno, dove la salma sarà esposta da lunedì 16 febbraio alle ore 15 fino a martedì 17 febbraio alle ore 12.
Al di là delle definizioni – critico, youtuber, divulgatore – Federico Frusciante era riconoscibile soprattutto per il modo in cui occupava lo spazio, sia virtuale che reale. Non viveva in funzione di una spasmodica ricerca del consenso, non indorava mai la pillola, non si adattava al linguaggio convenzionale della comunicazione online. Parlava come pensava, e pensava tanto e intensamente. Questa coerenza è stata la sua cifra più riconoscibile. Prima ancora dei contenuti, quindi, Federico Frusciante si imponeva per il tono. Nei video, come nelle apparizioni pubbliche, parlava senza mediazioni: periodi lunghi, ragionamenti portati fino in fondo, giudizi netti, spesso impopolari. Non si piegava ai tipici stratagemmi che stuzzicano l’algoritmo, non smussava mai i suoi angoli per risultare più digeribile, sia nelle argomentazioni che nelle mere tempistiche, tanto che sul suo canale sono presenti video che arrivano a durare anche 10 ore.
Il suo rapporto con il cinema non era mai separato da una visione più ampia del mondo: il rifiuto delle mode, la diffidenza verso l’industria mercenaria, la battaglia per salvare il vero cinema, spesso sacrificato al cospetto delle piattaforme streaming. Si definiva fieramente comunista, anticonformista, libero. Riusciva a parlare a pubblici diversi, spesso lontani tra loro, senza mai cercare di piacere a tutti, senza mai perdere la disponibilità al confronto, il tempo dedicato alle persone, la capacità di trasformare una passione in qualcosa di prezioso per tutti. Non si limitava a indicare cosa vedere, ma spiegava perché guardare, perché scegliere, perché non accontentarsi. Una approccio che ha lasciato un segno soprattutto in chi, grazie a lui, ha imparato a guardare il cinema in modo più consapevole.
Federico Frusciante ha costruito la propria attività culturale a partire da Videodrome, il negozio di noleggio aperto a Livorno alla fine degli anni Novanta. Il catalogo comprendeva migliaia di titoli, con una forte attenzione al cinema d’autore, indipendente e di genere, spesso escluso dalla distribuzione commerciale. L’attività ha attraversato le principali trasformazioni del settore, dall’arrivo delle grandi catene alla crisi del supporto fisico, fino alla diffusione dello streaming e della pirateria, fenomeni che Frusciante ha sempre criticato pubblicamente e indicato come cause dell’impoverimento nel rapporto con il cinema. Il negozio è rimasto aperto per oltre vent’anni, fino alla chiusura nel 2022.
La scomparsa prematura e improvvisa di Federico Frusciante ha lasciato un vuoto che non si può colmare facilmente. Nella sezione commenti dei suoi ultimi video tanti fan stanno elargendo grandi donazioni e commenti, per onorare una voce incredibile della critica moderna. Per tantissimi, dopo aver visto un film era d’obbligo tornare a casa e cercare una recensione di Frusciante su quel titolo. Ma, oltre che uno youtuber particolarmente amato, se ne va una mente incredibile, una di quelle a cui è sempre particolarmente difficile rinunciare. Grazie, Federico.
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