
È morto, all’età di 74 anni, lo storico boss di Giugliano Francesco Mallardo, fondatore dell’omonimo clan e promotore della cosiddetta “Alleanza di Secondigliano” (un’alleanza sugellata da vincoli matrimoniali fra le famiglie camorristiche dei Mallardo, Licciardi, Contini e Bosti) attiva fra Napoli e provincia, con dei centri nevralgici localizzati proprio a Giugliano in Campania.

“Ciccio ‘e Carlantonio” (soprannome di Francesco Mallardo), è stato uno dei più influenti boss della camorra napoletana. Fondò il clan Mallardo in seguito alla morte del padre Domenico, avvenuta per mano dei Maisto (altra famiglia criminale di Giugliano) e fra gli anni ’70 e ’80, spalleggiato dal fratello Giuseppe e dal cugino Feliciano, cercò vendetta tramite una sanguinosa faida che si concluse con l’eliminazione dei fratelli Maisto. Da tempo malato, è più volte evaso e non ha esitato ad aggirare le misure restrittive sfruttando i permessi concessi a causa delle sue precarie condizioni di salute. È morto il 29 maggio, a Parma, dove era ricoverato.
Come già detto, Mallardo non solo riuscì a creare uno dei clan più influenti della Campania, ma promosse l’espansione del suo potere mediante l’Alleanza di Secondigliano, che aumentò notevolmente l’estensione della compagine criminale in tutta la provincia napoletana, ma non solo. L’Alleanza Mallardo-Contini-Licciardi-Bosti, fondata su vincoli matrimoniali che danno (ancora oggi) all’organizzazione una formazione prettamente matriarcale (le sorelle Aieta sono le mogli dei rispettivi vertici dell’alleanza, e in loro assenza hanno una forte funzione surrogatoria), secondo atti di procedimenti penali e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha in passato controllato un intero ospedale, il San Giovanni Bosco, trasformandolo in una centrale operativa dalla quale – il clan Contini in particolare – imponeva appalti ed assunzioni. Un controllo capillare del territorio, che ovviamente passava anche per un forte ascendente sulla politica locale.
Secondo un interrogatorio del 2008 a Gaetano Vassallo – imprenditore colluso con il clan dei Casalesi, poi diventato collaboratore di giustizia – il clan Mallardo avrebbe costituito per un lungo periodo di tempo la mente del Consiglio comunale di Giugliano, il quale si muoveva guidato dalla volontà dell’organizzazione, arrivando perfino ad uno scioglimento dettato dalle necessità della compagine criminale.
La morte di Francesco Mallardo chiude, forse, un capitolo buio della storia del nostro Paese, ma è necessario tenere a mente che nonostante il boss non ci sia più, l’organizzazione criminale rappresentata dal clan Mallardo è ancora viva, ed ha ancora potere, come ci hanno dimostrato le inchieste giudiziarie che hanno travolto la città di Giugliano negli scorsi mesi.
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