
Questo mese siamo stati invitati dai missionari Comboniani presenti a Castel Volturno, la cittadina più africana d’Europa, ad essere media partner per inaugurare la mostra contro i muri nel mondo; una significativa manifestazione itinerante che parte dalla nostra città e precisamente dall’auditorium della Chiesa Santa Maria del Mare. Una mostra simbolica per far conoscere, in modo particolare ai giovani, cosa si nasconde oltre i “muri” dell’oppressione, delle guerre, delle carestie, delle crisi climatiche e della disperazione di tanti popoli che cercano di fuggire ed emigrare in paesi dove ci possa essere una speranza di vita per i loro figli.
I muri non si alzano solo sulla pelle degli immigrati, sempre di più sono quelli volti al contenimento di una stampa libera. Il numero di Maggio è dedicato a Report e al suo direttore, Sigfrido Ranucci, uno dei pochi baluardi di giornalismo d’inchiesta capace di far emergere le zone d’ombra del potere. Abbiamo avuto il piacere di ospitare il direttore Ranucci nella nostra redazione per dibattere sullo stato di salute del giornalismo in Italia. Vittima di attacchi alla segretezza delle fonti e ad Istituzioni che delegittimano la professionalità dei colleghi, oggi le esperienze di libera inchiesta in Italia si contano sulle dita di una mano creando un danno silente. In Italia il giornalista spesso viene confuso con uno che sa scrivere e che risponde a questa o quella logica di potere, una critica tanto cattiva quanto vera in certi casi, ma con motivazioni all’apice. In un Paese senza editori puri, i giornalisti continuano ad essere preda di un’incertezza economica che li spinge ad accantonare le proprie aspirazioni di inchiesta, ritrovandosi a lavorare dalla scrivania.
Non solo, perché oltre alle conseguenze economiche pesano i rischi penali di un ordinamento vergognoso che fa proliferare querele temerarie di personaggi che, pur sapendo di non aver ragione, danno mandato agli avvocati per pressare il cronista e caricarlo di oneri, tempo perso e ansia. La storia ha consegnato il diritto alla politica e quest’ultima l’ha distorto per preservare i propri interessi a discapito del diritto di cronaca.
Abbiamo parlato delle storture normative con Fatou Diako, presidente di Articolo 21 Campania, e il giornalista di Report Giulio Valesini, che con le sue inchieste ha portato a galla incredibili verità sulle inefficienze del governo in tempo di pandemia. Sorretti dalla forza dei loro ideali, abbiamo costruito un numero incentrato su approfondimenti e inchieste di varia natura. Siamo entrati nel carcere di Salerno per parlare con i detenuti in regime di alta sicurezza e, con i contributi dei magistrati Maurizio Giordano e Francesco Balato, abbiamo fatto luce sui metodi di intercettazione di fondi pubblici da parte delle mafie e l’incongruenza nella normativa italiana sulle concessioni balneari. Ancora, e non per ultimo, il Napoli: dopo 33 anni restiamo incantati nel vivere le emozioni di un gruppo straordinario e di un allenatore, Luciano Spalletti, che con umiltà ha costruito un’armonia che esprime il più bel gioco in Italia. È lo scudetto di un popolo che con esso materializza anche la questione sociale. Diamo voce, infine, alla squadra silenziosa che c’è dietro la vittoria dello scudetto: lo staff medico della SSC Napoli. Il dottor Raffaele Canonico e il suo team ci hanno raccontato le esperienze di un anno straordinario, frutto di un lavoro collettivo degno della migliore orchestra. Grazie al presidente De Laurentiis, ai ragazzi, al mister e a tutti i protagonisti di un sogno realizzato.
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