
Il mese di Giugno per Informare si apre con una parola che è diventata il sinonimo più adatto della contemporaneità: “Caos”. Per i greci si trattava del vuoto primordiale, della materia informe e disordinata che ha preceduto la nascita dell’Universo e dell’ordine da esso generato. Il vuoto genera il caos, l’assenza di un senso profondo porta alla confusione e all’incapacità di dare una lettura alle cose. Potete leggere questa incapacità negli speech dei leader mondiali, in estrema difficoltà nello stabilire nuovi ordini per un mondo che sembra in caduta libera nel vuoto. Non si tratta solo del rimodellamento e delle trattative economiche che sono alla base dei riequilibri geopolitici, ma parliamo di un “caos” che proviene dallo smarrimento di alcuni punti fermi che hanno segnato l’evoluzione del pensiero moderno.
In questo preciso momento il mondo sta affrontando nuovamente un allargamento dei conflitti presenti in tutti i continenti, producendo un numero di vittime civili che non si raggiungeva dai tempi del conflitto mondiale. Siamo tornati ad assistere ad una guerra in Europa, alla fame di un popolo e ad un genocidio che è riuscito a mettere in silenzio i principali leader internazionali. Gaza è alla stregua di Striscia la Notizia, un appuntamento televisivo che ci ha abituato a vedere profughi di guerra correre forsennatamente per accaparrarsi i pochi aiuti alimentari. Lo show dell’Ucraina si consuma nelle battutine di alcuni leader che seguiamo come si segue il gossip. Le mattanze in Sud Sudan e in Congo ci arrivano tramite reels su Instagram; li guardiamo, ci indigniamo, repostiamo e un secondo dopo andiamo a vedere su quante persone la nostra sensibilità ha fatto colpo. Un minuto dopo guardiamo un altro reels, un’ora dopo ritorniamo a pensare a come galleggiare in una piscina mai così vuota.
Sì, perché il vuoto primordiale che genere il caos non è più condotto dal potere politico, ma dalla trasformazione delle nostre sensibilità. Ci siamo piegati su noi stessi e così ciò che conta è solo ciò che produce un effetto visibile in breve tempo. Ogni giorno ci abituiamo a soddisfare esigenze istantanee e così diamo da mangiare al nostro ego, forgiato sulla convinzione che vale la pena vivere solo se sono io a vincere.
Eppure, non è stato sempre così e a ricordarcelo spesso sono le guide morali che vengono donate al mondo, capaci di ispirarci e donarci speranza come un papà fa con suo figlio. Erano così Papa Francesco e José Pepe Mujica. Persone “venute da lontano” e che si sono fermate per troppo poco sulla Terra, solo il tempo che basta per dirci: dobbiamo difendere i più deboli e non i più ricchi. Ci hanno insegnato che la gloria del mondo è nei cuori di chi ha di meno, che la salvezza (cristiana o sociale che sia) non vi sarà per l’uomo che decide di negarsi all’altro, aiutandolo nella difficoltà.
Oggi restiamo orfani di questi messaggi. Mi chiedo quando ci sarà di nuovo un altro leader politico che fa della povertà un vanto, che è così convinto della necessità del bene comune da rinunciare a qualsiasi privilegio per dedicarsi interamente al popolo, soffrendo nella stessa misura in cui soffre la sua popolazione più fragile. Mi chiedo chi bacerà di nuovo i piedi dei leader sanguinari del Sud Sudan, implorandoli di compiere la Pace. Chi ci dirà che la Speranza non è ottimismo, ma è l’impegno che ognuno di noi fa con sé stesso per vivere la vita seguendo principi di uguaglianza. Nel mondo della condanna e del giudizio, loro ci insegnavano che la virtù è nel perdono e che la saggezza non risiede nella conoscenza, ma nell’amore che genera l’animo umano.
Siamo orfani degli uomini: vanno via e portano con sé il rumore delle loro parole, ma non il profumo. La gamma di valori della contemporaneità è diversa, ma siamo ancora capaci di sentire il profumo di parole d’amore, quelle che non hanno un tempo e che non possono essere ingurgitate dal progresso. Siamo più soli e più vuoti, il caos sembra assuefarci le vite. Eppure, io sento ancora un profumo. Scrivo un editoriale e posso sentirne l’odore; è un profumo strano che mi fa credere che la verità di quegli insegnamenti vive già in ognuno di noi. Anche un orfano ha avuto un padre. E chi non l’ha mai visto, lo immagina lo stesso.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...