
La Regione Campania ha lanciato un nuovo piano d’azione contro la violenza sulle donne, ponendo al centro educazione affettiva, formazione e prevenzione. Il programma prevede infatti campagne istituzionali di sensibilizzazione, un tavolo permanente di confronto con istituzioni e associazioni e una proposta di legge per introdurre percorsi di educazione sentimentale nelle scuole. L’obiettivo dichiarato è diffondere fin dall’infanzia la cultura del rispetto e della parità di genere, insegnando il valore del rispetto delle donne e delle pari opportunità già nei percorsi scolastici.
Tra le misure principali annunciate figurano:
L’iniziativa regionale fa seguito a numerose azioni già attive sul territorio campano (sostegno economico alle vittime, borse lavoro, potenziamento dei centri antiviolenza, ecc..) e si propone di coordinarle in modo sistematico con un forte investimento educativo. In particolare, l’attenzione al coinvolgimento delle scuole – dalle elementari alle superiori – si accompagna alla collaborazione con psicologi, sociologi, educatori, istituti di formazione e associazioni locali. Progetti analoghi, come il ciclo di incontri “Essere Umani” avviato nel 2023, avevano già previsto il coinvolgimento di istituti scolastici, centri antiviolenza e ordini professionali per laboratori e dibattiti sulla violenza di genere.
Le autorità sottolineano che il fulcro del piano è un approccio educativo fin dalla giovane età. La presidente della Commissione Politiche Sociali Bruna Fiola ha evidenziato che l’azione preventiva va “innanzitutto nelle scuole, educando fin da bambini al rispetto e all’affettività”. Anche l’assessora Lucia Fortini ha insistito sull’importanza di sradicare gli stereotipi di genere sin dalla scuola primaria, ricordando che la Regione ha messo in campo «tante iniziative e strumenti» di sostegno alle vittime, investendo risorse regionali significative per centri antiviolenza, formazione e autonomia economica delle donne. L’assessora Armida Filippelli ha infine annunciato l’insediamento del tavolo di lavoro, dedicato all’educazione all’affettività e alla comunicazione istituzionale, per rendere noti «gli strumenti messi in campo dalla Regione contro la violenza sulle donne» e rafforzare l’indipendenza delle giovani attraverso la formazione professionale.
Per contestualizzare l’urgenza di queste politiche, i dati nazionali sull’entità del fenomeno sono allarmanti. Secondo le statistiche ufficiali, in Italia quasi un terzo delle donne (circa il 31,5% di quelle tra i 16 e i 70 anni) ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Solo nel 2023 sono stati stimati 96 femminicidi, ossia omicidi di donne in ambito familiare o affettivo, confermando una media di circa cento vittime ogni anno. La maggioranza degli abusi gravi vengono commessi da partner o ex-partner. Questi numeri rafforzano la convinzione dei legislatori campani che educazione e prevenzione siano strumenti indispensabili per invertire la tendenza.
L’iniziativa della Campania sarà finanziata con fondi regionali e s’inserisce nel quadro della legislazione nazionale di contrasto alla violenza di genere. Non sono ancora stati resi noti i dettagli economici, ma l’assessora Fortini ha ricordato che l’ente ha «investito risorse regionali molto significative» nelle politiche di sostegno alle donne. La collaborazione tra scuole, istituzioni sanitarie e sociali, forze dell’ordine e organizzazioni del terzo settore dovrebbe garantire un’efficace applicazione delle nuove norme. Con la prossima seduta monotematica del Consiglio regionale, i gruppi politici si apprestano infatti ad approvare questa legge quadro sull’educazione affettiva, che dovrà poi tradursi in linee guida operative su tutto il territorio.
In sintesi, il piano della Regione Campania punta a creare una «cultura del rispetto» contro la violenza di genere attraverso l’educazione. Integrando campagne informative, percorsi scolastici dedicati e strumenti di ascolto permanente, l’obiettivo è far crescere una nuova generazione consapevole che rifiuti ogni forma di violenza sulle donne. Si tratta di un approccio preventivo che mette la formazione sentimentale e relazionale al centro delle politiche di prevenzione, in sintonia con gli indirizzi europei e nazionali sul contrasto alla violenza di genere.
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