
Si è svolto mercoledì 6 dicembre l’incontro introduttivo del corso di Educazione Civica presso la parrocchia Nostra Signora di Lourdes di Caserta. Con la moderazione della giornalista e professoressa Nadia Verdile, i cittadini partecipanti hanno esposto ai rappresentanti delle istituzioni lì presenti il risultato delle riflessioni dell’edizione precedente e le proposte per il miglioramento del quartiere Acquaviva e, in generale, della città di Caserta.
L’intento del corso, fortemente voluto dal parroco don Antonello Giannotti, è porre le periferie al centro per la rinascita della città, facendo ognuno la propria parte. “È un’iniziativa semplice ma essenziale,” ha commentato la Prof.ssa Matilde Pontillo, Referente culturale del Percorso di cittadinanza. “È un percorso pratico, per attivare le buone maniere. Sembra una parola d’altri tempi, ma vogliamo che il passato e il presente costituiscano un fil rouge, un tornare alle fondamenta del vivere quotidiano. Fino a giugno abbiamo portato avanti una lettura attiva della Carta costituzionale e dell’Agenda 2030. In base a questa lettura sono emerse delle proposte che sono il punto di partenza della seconda fase del Corso di Formazione civica. Abbiamo poi sottoposto ad un gruppo di persone un sondaggio”.
Se potessi, in via del tutto anonima, esprimere una necessità che il tuo quartiere o la tua città dovrebbe soddisfare, cosa chiederesti? Questa la domanda sottoposta ai cittadini. Poca illuminazione, iniziative culturali, strade più pulite, cura del verde pubblico, centri di ascolto per la violenza sulle donne, maggiore controllo stradale, nuovo cinema, spazi pubblici sportivi, provvedimenti per i poveri, iniziative sociali per i giovani, mobilità sostenibile, maggiore sicurezza nelle strade e un maggiore intervento della polizia municipale e delle forze dell’ordine. Questi alcuni degli spunti emersi, sintomatici del desiderio di una città più ecologica ed inclusiva.
A queste sollecitazioni sono stati chiamati a rispondere il Dott. Andrea Grassi questore di Caserta, autorità provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica della provincia. Il questore ha dato atto del mutare dei tempi e del conseguente mutare dei bisogni della città, cui si è detto pronto a rispondere. “Definire il concetto di ordine e di sicurezza è un’impresa perché quando sono entrato in polizia il concetto era ricavabile dai libri, oggi non è nemmeno ricavabile dalla lettura dei quotidiani, perché sono concetti dinamici. Mai e poi mai avrei immaginato di preoccuparmi della sicurezza ambientale, stradale, economica, sanitaria. Cambiano le aspettative, le esigenze, la persona”.
Ha poi preso la parola l’Assessore alla cultura Vincenzo Battarra che, ad una battuta sul noto problema delle buche del manto stradale casertano, ha argutamente risposto: “Esistono buche culturali che sono più gravi delle buche delle strade: sono più difficili da riempire”. L’Assessore ha espresso la sua ammirazione per i centri culturali che nascono nell’ambiente della parrocchia: “Le parrocchie sono diventate dei veri e propri avamposti. Nel momento in cui la politica ha perso i partiti, le parrocchie almeno sono luogo di incontro, di confronto e di discussione, al di là della funzione religiosa”. Ha poi invitato la cittadinanza ad individuare nuovi spazi per iniziative culturali volte a celebrare illustri casertani, come Tommaso Pisanti e Pierluigi Tortora.
Sono poi intervenute Rosalia Panniti, Presidente Unicef di Caserta, e l’Avv. Rosa Suppa, Dirigente dell’I.C. Maddaloni 2. “La periferia c’è, e intendiamo la marginalizzazione soprattutto dei nostri ragazzi. Nessuno può sottrarsi alla responsabilità educativa che abbiamo,” ha affermato la Dirigente, invitando ad avere fiducia nelle scuole italiane. Toccante l’intervento di Marina Perotta Referente Caritas di Nostra Signora di Lourdes che ha esposto alcuni dati allarmanti sulla povertà nel territorio casertano. Volendone citare alcuni, i nuovi poveri sono persone che fino a qualche anno fa appartenevano alla fascia media e che nel corso del tempo hanno perso il lavoro. La povertà è in aumento. La maggior parte dei nuovi poveri sono o ex lavoratori privi di ammortizzatori sociali o sono i working poor, che fanno lavoretti privi di ogni tutela. La maggior parte delle persone che si rivolgono agli sportelli è italiana.
L’incontro è stato anche occasione per soffermarsi sul city branding. La giovane Valentina Rossi, referente di Fabbrica Wojtyla, ha presentato il brand Rosso Vanvitelliano, il cui intento è, tra l’altro contrastare la povertà educativa e promuovere il territorio casertano. “Rosso Vanvitelliano è diventato un vino, sta diventando un cocktail”. Anche i ragazzi del liceo Diaz di Caserta, rappresentati dalla portavoce Anna Carnevale, hanno raccontato la loro esperienze di divulgazione culturale: radio arte.
Il momento conclusivo è stato dedicato alla riflessione di don Antonello che ha proposto di realizzare un progetto che valorizzi l’economia di Francesco. Economia è prendersi cura della casa. Ha invitato ad amare di più la città di Caserta, a prendersi cura degli spazi pubblici. Ha poi annunciato: “A breve inaugureremo la mensa dei poveri che abbiamo chiamato la mensa dell’amicizie, perché è bello trovare il pasto ma anche la relazione, l’amicizia. Non si vive di solo pane ma anche di queste cose”.
L’evento ha rappresentato un importante momento di dialogo e di confronto tra varie iniziative culturali sul territorio. Il corso che seguirà darà ai partecipanti l’opportunità di accrescere il loro senso civico, nell’ottica di un vivere civile che contribuisca al progresso e alla crescita economica e culturale del quartiere e della città.
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