
A breve, il 24 e il 25 maggio, ben 895 comuni italiani andranno al voto per le elezioni amministrative. Conosciamo bene le dinamiche che spesso guidano la politica locale, che ha un funzionamento tutto suo e spesso sconnesso dalla linea dei partiti politici nazionali, che a livello cittadino sono sempre più deboli e meno presenti. Quello delle elezioni comunali è un periodo estremamente delicato per le comunità locali, rappresentando l’occasione per la criminalità organizzata di poter gestire dall’interno del palazzo i propri interessi. Per questo motivo la Commissione Nazionale Antimafia, in vista di ogni elezione, locale o nazionale che sia, redige la lista dei cosiddetti “impresentabili”.
In ottica garantista, bisogna segnalare che l’inserimento nella lista degli impresentabili non ha alcun valore dal punto di vista giudiziario; non è, in sostanza, un divieto legale alla candidatura, ma una valutazione di tipo morale che suggerisce ai partiti o alle liste di ritirare quel determinato candidato. I presupposti sulla base dei quali la Commissione dichiara un candidato “impresentabile” sono di regola 3:
Fra centinaia e centinaia di candidati, 28 sono stati considerati impresentabili dalla Commissione Nazionale Antimafia presieduta da Chiara Colosimo:
Notate qualcosa? Su 28 candidati fra sindaci e consiglieri dichiarati impresentabili, 25, quasi il 90%, sono candidati in città del sud, sparsi fra Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Dichiarati impresentabili a vario titolo con condanne di primo grado o rinviati a giuzidio per reati che vanno dall’estorsione aggravata alla bancarotta, dal disastro ambientale al traffico illecito di rifiuti.
Cosa ci comunichino percentuali del genere non è così semplice dirlo. Di primo acchito, il collegamento con la folta presenza della criminalità organizzata al sud potrebbe risultare una spiegazione sufficiente. Al contempo sappiamo bene come e in che modo la criminalità ed in particolare la ‘ndrangheta sia ormai ben penetrata nel tessuto politico e sociale del Nord Italia, oltre che del mondo, per cui ritenere che la vasta densità di candidati impresentabili al sud trovi una spiegazione esaustiva nella presenza di criminalità è probabilmente solo un’astrazione. In sintesi, non è possibile affermare che al nord non ci siano stati candidati impresentabili perchè il settentrione è esente dal cancro mafioso.
Considerando infatti che la dichiarazione di impresentabilità di un candidato si basa su processi o giudizi ancora in corso, dati del genere potrebbero rivelarci esattamente il contrario, e cioè che la criminalità organizzata al nord attualmente sia più difficile da scovare, tanto da riuscire a mascherare i propri interessi e rendere più difficile la riconoscibilità della sua presenza all’interno delle istituzioni.
Nonostante le interpretazioni e le analisi dei dati possano aiutarci a ridimensionare la percezione degli stessi, la presenza così vasta di impresentabili al sud resta certamente un problema capace di creare non poca sfiducia da parte della popolazione nei confronti delle istituzioni e dei corpi intermedi che dovrebbero fare da raccordo fra politica e società civile, suggerendoci la necessità di un cambio di passo inevitabile, ma di cui nessuno pare voglia farsi carico.
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