
Michele Santoro è uno dei volti più noti della televisione italiana degli anni 2000, con i suoi talk politici ha segnato una pagina di storia dell’informazione pubblica. Con le conduzioni dei suoi programmi come “servizio pubblico” che rappresentava non solo un format di programma televisivo innovativo, ma soprattutto un oppositore “contenutistico” dell’era berlusconiana. In tanti ricorderanno le sue sfuriate in difesa della libertà di opinione dei giornalisti in RAI e delle sue accese conversazioni in diretta con l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Santoro insieme ad altri colleghi come Luttazzi e Biagi, hanno segnato un’epoca televisiva fatta di “opposizione” e costanti divergenze.
Da tempo però, le voci sull’ingresso in politica di Michele Santoro sono divenute dirompenti, facendo trapelare un suo possibile impegno in vista delle imminenti elezioni europee. Ospite fisso della trasmissione televisiva “Di martedì” in onda sull’La7, Santoro, dapprima sulla guerra in Ucraina e successivamente sulla questione Israelo-Palestinese, ha sempre rappresentato il fronte “anti guerra“. Avvalendosi di tesi pacifiste al sostegno di un’Europa emittente di pace, si è ritagliato il suo spazio del dibattito pubblico.

Michele Santoro ha ufficializzato il suo ingresso in politica, confermando che correrà in veste di candidato alle elezioni Europee con la sua lista dal nome “Pace Terra e Dignità“. Settimana scorsa in via delle botteghe oscure, ha presentato ufficialmente il simbolo della lista, scatenando di fatto la corsa alle alleanze nel centrosinistra. Questo «non è un partito ma un movimento, vettore per portare al centro della campagna elettorale per le europee la parola pace». E «se per caso questa piccola formazione prendesse il 4 o anche il 3 per cento dei voti questo rappresenterebbe un terremoto politico nel Paese», ha detto Santoro.
Nel frattempo si spacca il centrosinistra a trazione pacifista, con il PD e il M5s intenzionati a correre da soli, e “Alleanza Verdi e Sinistra Italiana” non intenzionati a rigettare il loro simbolo. Anche l’ala della sinistra extraparlamentare, rappresentata da “Unione Popolare“, non sembra intenzionata a stingere alleanze. Nel caos delle coalizioni, Santoro con la sua lista punta al 4% raccogliendo adesioni da personaggi del mondo dello spettacolo e vecchi dirigenti di partito. La lista “Pace Terra e Dignità” potrebbe unire tanti scontenti del fronte pacifista, raccogliendo adesioni dai delusi dell’azione intrapresa dalle opposizioni sul tema guerra. Lo scacchiere politico in vista delle Europee si complica ulteriormente, la partita è ancora aperta e nel centrosinistra (spaccato) si gioca sul filo del rasoio senza una strategia.
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