
Le scadenze elettorali in politica rappresentano sempre dei nodi cruciali, il momento della resa e della valutazione dei risultati, con eventuali strategie improntante all’appuntamento con le urne. A giugno del 2024 i cittadini italiani saranno chiamati al rinnovo del Parlamento Europeo, quest’ultime storicamente non registrano grande affluenza di votanti. Le elezioni e le istituzioni europee come il Parlamento, Commissione ed il Consiglio Europeo, sono da sempre ritenute dall’elettore come entità distanti, e quindi beneficiarie di “poca” attenzione. Questo paradigma potrebbe cambiare in vista delle prossime elezioni del 2024 a causa della grande crisi geopolitica che sta attraversando lo scenario globale. Come riportato da numerosi sondaggi, gli italiani riterrebbero le imminenti elezioni europee una chiave importante per la risoluzione dei grandi conflitti che imperversano il mondo.
Questa permessa dovrebbe spingere i cittadini a dedicare maggiore importanza all’appuntamento elettorale del prossimo giugno. Il tema europeo di conseguenza occupa un ruolo primario del dibattito politico nazionale, è partita sostanzialmente la corsa alla polarizzazione del tema “Europa”. Anche nel centrodestra che si presenta forte dell’esperienza di governo unitaria, il tema delle elezioni europee accende lo scontro tre le forze al suo interno. Questo scontro voluto e ricercato, occorre a dividere e massimizzare in termini elettorali la resa dell’elettorato.
Nello scacchiere delle alleanze politiche in vista delle elezioni di giugno, l’area che si presenta peggio è senza dubbio il centrosinistra. Ancora da definire il “campo largo”, espressione utilizzata sia da Giuseppe Conte che da Elly Schlein, rispettivamente a capo del M5s e del PD, per inquadrare le possibili alleanze da contrapporre al centrodestra a guida Giorgia Meloni.
Il rapporto tra il PD ed il M5s è una storia d’amore mai nata sul piano nazionale, un continuo flirt ma senza un’alleanza solida e chiara. Le due forze politiche anche in parlamento conducono due modalità differenti di fare opposizione, ed anche sui temi ci sono numerose diversità. L’ultimo appello all’unità è stato lanciato dal capo politico del M5s Giuseppe Conte, che ha definito quella con il Pd “l’unica alleanza possibile per battere il centrodestra“.

Nel frattempo però i sondaggi “Ipsos” vedono ancora primeggiare il centrodestra, con un primato netto di Fratelli D’Italia dato al 28%, seguito dalla Lega di Matteo Salvini all’8% e Forza Italia, intorno al 7%. Mentre nel centrosinistra si riduce il divario in termini percentuali tra il M5s ed il PD, dati rispettivamente al 16% e al 19,5%, confermando la crisi nel Partito Democratico. Nello scacchiere politico per definire le alleanze da presentare ai cittadini, si aggiunge anche l’incognita rappresentata da Alleanza Verdi- Sinistra Italiana. Quest’ultima forza politica, stando ai sondaggi, potrebbe superare la soglia di sbarramento, fissata al 4%, e stando ai rumors non cederebbe alla possibilità di cedere il proprio simbolo in favore della neonata lista capitanata da Michele Santoro. Potrebbe quindi aggregarsi alla coalizione di centrosinistra guidata dal PD, che sino ad ora smentisce ufficialmente l’alleanza con il M5s.
Sul fronte centrista si spacca il terzo polo, con Azione che viaggerebbe sperata da Italia Viva, nonostante l’esperienza che li ha visti presentarsi in coalizione nelle sorse elezioni nazionali. I due leader, ovvero Carlo Calenda e Matteo Renzi, hanno confermato la volontà di presentarsi separati, con Renzi che ha confermato che si candiderà, trainando il suo partito alla soglia di sbarramento. Anche Più Europa non ha una posizione delineata in termini di alleanze e, stando alle dichiarazioni del segretario Riccardo Magi, non si esclude l’ipotesi di correre con il PD e nemmeno con Azione.
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