
L’incredibile notizia ha cominciato a girare nella prima serata di ieri: i risultati del secondo turno, o ballottaggio, delle elezioni legislative in Francia, hanno sconvolto l’Europa. Marine Le Pen arriva solo terza con il suo Rassemblement National. Prima è invece la coalizione di partiti di sinistra radicale Nouveau Front Populaire, guidata da La France Insoumise di Mélenchon. Seconda la coalizione centrista di Macron, Ensemble. Nonostante la grande vittoria, però, la situazione in Parlamento sarà più difficile che mai.
I conteggi dei seggi assegnati alle singole forze politiche è ormai terminato. I 577 seggi dell’Assemblea Nazionale sono stati ripartiti in questo modo: 182 seggi per il Nouveau Front Populaire, alleanza di sinistra radicale, guidato da Mélenchon; 168 seggi per la coalizione centrista Ensemble, il partito del presidente Macron; 143 seggi appena per il Rassemblement National di Marine Le Pen. Chiudono le assegnazioni i 45 seggi del partito di centrodestra Les Republicains e i 39 non allineati alle forze politiche principali. L’affluenza è stata record: 66,6% degli aventi diritto, mai così alta dal 1997. Sono dunque ribaltate tutte le previsioni che precedevano il voto, che davano già per vincitrice assoluta l’estrema destra della Le Pen e di Bardella. La chiave è probabilmente stata proprio nel sistema elettorale a doppio turno francese, che al secondo si organizza per duelli bilaterali nei singoli collegi: dove hanno vinto la sinistra e la destra, gli elettori di centro si sono maggiormente spostati a sinistra; dove hanno vinto il centro e la destra, gli elettori di sinistra si sono spostati al centro. Un movimento di voti tutto chiaramente orientato ad evitare la vittoria della destra, che testimonia, a prescindere dall’orientamento politico, una grande riflessione e coscienza politica da parte del corpo elettorale francese. In ogni caso, nessun partito raggiunge neanche lontanamente la maggioranza assoluta, fissata a circa 290 seggi. E ora si crea il nodo governabilità.
Pur avendo bloccato l’avanzata dell’estrema destra, la vittoria del campo delle sinistre radicali complica grandemente la formazione di un governo. Mélenchon, leader del principale partito della coalizione, La France Insoumise, si è detto pronto a governare, seguendo un programma politico praticamente opposto a quello del centrismo macroniano. L’obiettivo dei centristi, a questo punto, sarebbe quello di dividere la coalizione di sinistra per ricavarne qualche alleato al fine di arrivare ad una maggioranza relativa, escludendo però La France Insoumise, troppo radicale. Per le sinistre, tuttavia, è estremamente difficile separarsi da un alleato vincente e importante come Mélenchon. Inoltre, se Ensemble riuscisse comunque ad allearsi con alcuni partiti di sinistra, dovrebbe fare importanti concessioni a livello di programma politico, che per la sinistra francese è estremamente forte e radicale. La scissione delle sinistre, poi, porterebbe i 77 deputati di La France Insoumise all’opposizione, pronti a dare battaglia su ogni tema. Questa situazione potrebbe portare ad una grave situazione di ingovernabilità, sicuramente non funzionale per limitare l’avanzare delle destre alle prossime legislative e presidenziali.
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