
Nell’approssimarsi dell’appuntamento elettorale del 23 e 24 novembre, i vescovi della Campania richiamano l’importanza del voto e fanno appello alla partecipazione degli elettori, ma anche alla responsabilità dei candidati, consci che «le prossime elezioni regionali rappresentano un tempo decisivo per la vita della Campania».
I vescovi, innanzitutto, riconoscono l’importanza della partecipazione dei cittadini alle elezioni, che «non sono un mero passaggio formale, ma un momento che interpella la coscienza di ciascuno di noi», laddove «partecipare non è un gesto opzionale: è il segno che crediamo ancora nella possibilità di costruire insieme una terra più giusta, più libera, più fedele alla propria vocazione», nella considerazione che «ogni voto esprime fiducia nella vita comune, riafferma la responsabilità verso chi ci sta accanto e verso le nuove generazioni».
I vescovi manifestano i loro timori per la crescente astensione, enfatizzando il fatto che «se la partecipazione è luce che illumina il futuro della nostra terra, l’indifferenza è l’ombra che lo oscura», laddove «non prendere parte al voto non è un gesto neutrale: indebolisce il tessuto democratico e consegna a pochi le decisioni che riguardano l’intera comunità». Infatti, i presuli campani riconoscono che «restare a casa significa rinunciare a quella porzione di futuro che ciascuno può costruire, lasciando che siano altri a determinare il destino della nostra regione». Al contrario, «in un tempo in cui sfiducia e rassegnazione rischiano di spegnere l’energia civile», essi ricordano «che ogni cittadino è portatore di valore e responsabilità», tanto che «ogni assenza pesa sul bene comune; ogni partecipazione, invece, diventa seme di speranza, fiducia e impegno condiviso».
Non a caso, «la 50ª Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, celebrata a Trieste, ci ha ricordato che la democrazia non è un meccanismo astratto, ma un tessuto vivo che si nutre di partecipazione e di attenzione reciproca», ricordando Giorgio La Pira, sindaco di Firenze proclamato Venerabile da Papa Francesco il 5 luglio 2018, che diceva che «i destini di una città sono i destini dell’uomo che vi abita». Pertanto, «ogni voto è quindi un atto di fiducia e di responsabilità verso la comunità di appartenenza e verso chi verrà dopo di noi», mentre «la politica non è solo gestione del potere, ma cura delle persone e dei luoghi, investimento sul futuro comune».
Arriva poi l’appello ai candidati alle prossime elezioni, «specialmente a coloro che si riconoscono nei valori del Vangelo», ai quali viene chiesta «coerenza, coraggio e visione». Chiaramente, i vescovi campani riconoscono che «la Dottrina sociale della Chiesa non offre ricette immediate, ma indica principi esigenti: mettere al centro la dignità della persona (dal concepimento fino alla morte); promuovere la giustizia sociale nella garanzia del lavoro e dei servizi; diritto alla salute; custodire il creato; cura delle aree interne; orientare le politiche al bene comune». Del resto, ricordano «la libertà senza responsabilità è vuota; la responsabilità senza coscienza morale rischia di tradire il bene comune».
I presuli, poi, si dichiarano disponibili «a collaborare, nel rispetto delle diverse competenze, con chi sarà chiamato dalla volontà popolare a guidare la Regione», una disponibilità che non è formale, poiché «la Chiesa desidera essere alleata di ogni processo che ridia speranza ai giovani, dignità al lavoro, sostegno alle famiglie e cura ai più fragili». Infatti, l’auspicio è «che nessun territorio resti ai margini, che nessuna comunità si senta esclusa dal cammino comune: la Campania intera, in tutte le sue differenze, merita futuro, attenzione e protagonismo».
I vescovi, infine, lanciano un accorato appello ai cittadini «a recarsi alle urne con rinnovata fiducia, entusiasmo, lucidità e senso di responsabilità», convinti che non debbano prevalere «cinismo o rassegnazione», poiché «il nostro voto è un atto di speranza e di fraternità, capace di costruire relazioni, città e comunità più solide», nella consapevolezza che sia il «tempo di credere che, insieme, possiamo scrivere una pagina nuova di democrazia, partecipazione e bene comune».
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