
Le elezioni provinciali 2026 ridisegnano profondamente la mappa del potere in Terra di Lavoro, sancendo una vittoria significativa del centrodestra e, contemporaneamente, un marcato squilibrio geografico nella rappresentanza territoriale. La coalizione di centrodestra si assicura la maggioranza con nove consiglieri eletti (sei nel listone principale e tre nella lista del Presidente Colombiano), superando il Campo Largo che si ferma a sei seggi. Un ultimo seggio va alla lista Liberi e Democratici, che si posiziona come potenziale ago della bilancia.
Su tutti, svetta la figura di Andrea De Filippo: il sindaco di Maddaloni è risultato il candidato più votato in assoluto, consolidando la forza di Fratelli d’Italia all’interno dell’assise.
L’esito delle elezioni provinciali 2026 consacra l’egemonia politica dell’Agro Aversano. Con ben nove consiglieri provenienti da Aversa e comuni limitrofi, a cui si aggiunge il Presidente Gino Colombiano (sindaco di San Marcellino), l’area si conferma il vero baricentro decisionale della provincia. Spiccano i risultati di Casal di Principe, capace di eleggere ben due rappresentanti (Antonio Schiavone e Adolfo Ferraro), e l’affermazione di Giovanni Innocenti ad Aversa.
Anche il centrosinistra ha trovato nell’Agro aversano il suo serbatoio di voti, eleggendo figure come Ivana Tinto e Giuseppe Oliviero. In questo scenario, il successo di Andrea De Filippo appare ancora più rilevante: con 19 preferenze ottenute nella fascia E, il sindaco maddalonese ha dimostrato una capacità di aggregazione trasversale che lo pone come figura cardine della nuova amministrazione.
Se l’Agro esulta, la “Città del Foro” incassa una sconfitta storica. Il dato più clamoroso è infatti il totale flop di Santa Maria Capua Vetere, che non riesce a piazzare alcun rappresentante in consiglio nonostante i cinque candidati ai nastri di partenza. La frammentazione dei voti e le tensioni interne alla maggioranza del sindaco Mirra hanno penalizzato figure come Giuseppe Di Monaco, rimasto fuori per una manciata di voti ponderati, e l’ex presidente facente funzioni Gaetano Di Monaco.
Questa assenza crea un preoccupante vuoto di rappresentanza per l’intera area dell’Appia, da Capua a San Nicola la Strada. Allo stesso modo, il nuovo consiglio provinciale vede la totale scomparsa del Matese e del litorale domizio, lasciando vaste aree strategiche del casertano prive di una voce diretta in via Lamberti.
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