
Risale a qualche giorno fa la notizia: Elon Musk vuole chiudere l’UsAid. Nell’arco di pochi giorni la decisione è già in atto. L’agenzia chiude i battenti, per ora sarà guidata dal segretario di Stato Marco Rubio che seguirà le operazioni di chiusura. Nel frattempo, è stato azzerato il budget di quasi 70 miliardi di dollari all’anno, circa il 40% di tutti gli aiuti umanitari globali monitorati dall’Onu.
L’agenzia è nata da quando era presidente J.F. Kennedy. Il suo obiettivo è sempre stato chiaro: assegnare aiuti economici, messi a disposizione dagli USA, ai paesi in stato di necessità. Sebbene l’operato dell’UsAid non sia esente da critiche, l’agenzia ha assistito un’assistenza enorme a più di cento paesi, migliorando le condizioni di vita di molti cittadini. Ha, infatti, distribuito pasti e fornito educazione primaria e secondaria; ha offerto assistenza umanitaria a paesi in guerra o colpiti da calamità naturali o provvisto di vaccini e cure contro malattie tra cui il colera o l’Hiv.
Elon Musk è da poco diventato il superministro all’Efficienza del governo di Trump. La sua opinione sull’agenzia federale è che sia «irrecuperabile». Risulta incredibile questo commento se si considera che proviene da un multimiliardario la cui ricchezza supera quella di un miliardo intero di persone nel mondo. Le stesse che, fino a questo momento, avevano beneficiato degli aiuti elargiti dalla UsAid. Inoltre, proprio negli ultimi mesi, la ricchezza personale di Musk ha superato quella del budget annuale dell’agenzia (circa l’1% della spesa federale). «Le azioni di Trump stanno indebolendo la leadership e l’influenza globale degli Stati Uniti», ha detto il senatore del New Jersey, il democratico Andy Kim.
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