
Il viaggio all’interno delle realtà aziendali del casertano continua e stavolta abbiamo deciso di far tappa a Gricignano. È lì che abbiamo incontrato Angelo Esposito Marroccella e Andrea Fiore, rispettivamente fondatore e socio della Emagraphic. «Fin da piccolo ero appassionato dalle pubblicità più che dei cartoni animati stessi», ci racconta Angelo. «Ascoltavo le melodie dei jingle pubblicitari e le riproducevo sul mio primo strumento musicale». La sua passione per le arti visive, la musica, condivisa con gli amici amanti del rockgrunge dei Pearl Jam, per la grafica e il marketing hanno posto le basi per la sua carriera imprenditoriale.
Emagraphic è oggi un punto di riferimento per la comunicazione e il marketing delle piccole e medie imprese, e tratta di branding, web design, comunicazione e marketing con una strategia personale ed un metodo ben consolidato. Il marketing, d’altronde, è il cuore pulsante delle imprese. «Noi consideriamo la comunicazione aziendale il centrocampo delle imprese. Non serve solo a vendere, ma crea un legame tra la difesa, ossia la produzione, e l’attacco, cioè la vendita». È questa la base strategica di Emagraphic. Ora, attività come branding, marketing e comunicazione sono diventate terreno riconosciuto, e la differenza sta nel modo in cui la comunicazione si rende utile all’azienda. L’attività, nella zona industriale ASI di Gricignano, è rivolta alle piccole e medie imprese.
L’obiettivo è quello di ridurre la complessità, e permettere a chi legge di capire immediatamente il necessario. E questo si può ottenere anche tramite l’obiettivo della sostenibilità, da raggiungere riducendo sempre di più la produzione di cataloghi e brochure che sfruttano risorse e inquinano. Il risultato non è il sito, che esiste già, ma l’intuizione della “PAM!“, la Presentazione Aziendale Mobile. «La PAM! non è un sito e non è una brochure: è un company profile ripensato per il cellulare, progettato per essere usato anche offline in fiere o incontri», spiega Esposito Marroccella. Navigazione, collegamenti, possibilità di raggiungere semplicemente gli strumenti più utili, ripensando il contatto e rendendolo interattivo. «È una rivoluzione nell’approccio tra l’azienda e i potenziali clienti».
La carriera di Angelo, capace di creare e portare avanti una visione di brand ormai consolidata e che può fare da modello per tanti, nasce dalla fusione tra musica, disegno e tecnologia. Tutto è iniziato quando, da studente dell’ex SUN, ora Luigi Vanvitelli, Angelo trovò, in un edificio ecclesiastico dove seguiva le lezioni, dei rotoli su cui erano stampati dei loghi, una progettazione (con tanto di costruzione geometrica) di un logo per un bar. Da lì, l’incontro con il disegno industriale, a cui poi ha unito il marketing. Tanti lavori, tra informatica ed editoria, poi la passione per i computer e la scoperta della computer grafica con il Mac.
Ed è durante gli studi universitari che nasce l’esperienza di Saturnonet.itnet, susseguito poi da Gricignano.net, pioniere degli attuali quotidiani online. È il tempo dei forum, dei blog, dei primi esperimenti di social networking. Da lì i primi banner pubblicitari e la strada della grafica, quando l’unica pubblicità conosciuta allora era quella dei volantini del supermercato. Lì Angelo mette in uso le conoscenze degli studi che aveva fatto: l’importanza della brand identity, del territorio, la ricerca e l’analisi del commit end: concetti accademici che tuttora sono il fulcro dell’azienda.
Il punto di svolta per Emagraphic avviene poi con il passaggio alla pubblicità digitale. Angelo ricorda in questo ambito le aziende e le figure storiche che hanno cambiato il mondo del mercato. Negli anni Ottanta, Berlusconi con Fininvest ha trasformato la televisione in un potente strumento di vendita: la pubblicità televisiva informava e persuadeva allo stesso tempo; creando, nel bene e nel male, un legame diretto con il consumatore. «Era come quando andavi in chiesa: se la televisione diceva che era così, era così e basta. Quindi, compra le merendine a tuo figlio, anche se all’interno ci sono sostanze dannose». Poi Google e Amazon, che con la ricerca e con la rivoluzione del concetto di vendita hanno reso la pubblicità uno strumento integrato nel percorso di acquisito.
Gli ultimi due momenti cruciali sono stati poi la pandemia, in cui il digitale è diventato definitivamente parte integrante della vita quotidiana e ha ripensato le strategie di comunicazione e di vendita, e l’intelligenza artificiale, che emerge come una risorsa per l’uomo. Infine, il focus sul coraggio delle aziende e delle persone che investono sul territorio, soprattutto in un contesto difficile come il nostro. Emagraphic, infatti, è proprio dedicata a loro. Nell’azienda non appena entri c’è una frase: “solo Emagraphic per gli eroi”. Per gli «eroi», sono imprenditorie aziende e le persone che ci lavorano, che pur avendo alternative più semplici e redditizie scelgono di crescere e innovare sul territorio. Questa è la filosofia di Emagraphic: il marketing è lo strumento per valorizzare chi investe, si distingue e crea valore duraturo nella sua terra. Senza compromessi. “Affinché spostarsi per lavoro sia una scelta e non un obbligo.”
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