
La provincia di Caserta si trova ad affrontare una crescente emergenza legata alle dipendenze, in particolare il gioco d’azzardo patologico (GAP), le tossicodipendenze e l’abuso di alcol. Per rispondere a questa sfida, l’ASL Caserta ha intensificato gli interventi sul territorio attraverso i Ser.D. (Servizi per le Dipendenze), strutture chiave nel supporto terapeutico e riabilitativo.
I Ser.D. offrono un’ampia gamma di servizi: assistenza psicologica e medica, programmi di disintossicazione, supporto farmacologico e interventi educativi. I trattamenti sono personalizzati e comprendono percorsi sia individuali che di gruppo, con l’obiettivo di aiutare le persone a recuperare un equilibrio psicofisico e una piena reintegrazione sociale. Un’area di particolare urgenza è il contrasto al gioco d’azzardo. Per fronteggiarlo, è stato firmato un protocollo di intesa tra l’ASL Caserta e Codere Italia, una collaborazione innovativa che prevede la formazione degli operatori delle sale da gioco per riconoscere i segnali di dipendenza e offrire supporto immediato. Parallelamente, sono stati aperti sportelli d’ascolto e gruppi di auto-aiuto per le famiglie, spesso vittime collaterali di questa dipendenza.
Inoltre, il Centro Arca di Caserta sta svolgendo un ruolo fondamentale con iniziative educative rivolte ai giovani, per sensibilizzarli sui rischi legati non solo alle sostanze stupefacenti e all’alcol, ma anche alle dipendenze comportamentali, come l’uso compulsivo di smartphone e social media. Queste attività preventive includono laboratori di danzaterapia e cineforum, pensati per stimolare la riflessione e la crescita personale. Grazie a questa sinergia tra enti pubblici e privati, Caserta si posiziona come un modello di prevenzione e cura integrata, ponendo le basi per un approccio più efficace nella lotta alle dipendenze, sempre più diffuse e insidiose.
Sergio Serraino, coordinatore della sede di Emergency a Castel Volturno, evidenzia l’emergenza dell’aumento delle dipendenze da alcol tra i cittadini stranieri. «Le difficoltà di inserimento sociale, lo shock culturale e la precarietà lavorativa e abitativa portano spesso i migranti verso l’abuso di alcol. Molti vivono situazioni di isolamento e, senza una rete familiare, faticano a chiedere aiuto o a completare i percorsi di recupero» spiega Serraino. Le dipendenze sono difficili da affrontare anche per la distanza dai centri di assistenza. Attualmente, i Ser.D. di Aversa, Capua e Santa Maria Capua Vetere offrono supporto terapeutico, ma sono difficilmente raggiungibili da chi vive nel Litorale Domitio, un’area con trasporti pubblici carenti. Nel 2022, la rete Castel Volturno solidale aveva richiesto l’attivazione di un servizio a bassa soglia per facilitare la presa in carico di persone con dipendenze. Serraino sottolinea come l’apertura di un distaccamento sul litorale migliorerebbe l’accesso ai servizi e favorirebbe il coinvolgimento delle associazioni del terzo settore, che potrebbero fornire assistenza legale, mediazione culturale e sostegno materiale.
Un intervento integrato socio-sanitario, che coinvolga ASL, Comune e associazioni, è fondamentale per rispondere a questa emergenza che coinvolge italiani e stranieri. Tuttavia, l’assenza di un servizio accessibile sul Litorale Domitio lascia scoperte le fasce più vulnerabili. «A Gennaio 2022 – ci fa sapere Serraino – la rete Castel Volturno solidale aveva inviato alla dirigente del Dipartimento dipendenze della ASL di Caserta, la D.ssa Nuzzolo, una richiesta per attivare sul Litorale Domitio un intervento a bassa soglia per la presa in carico, con procedure facilitate, di persone, italiane e straniere ovviamente, con problemi di dipendenza dall’alcol, da droghe o da ludopatie. A seguito di tale richiesta, avevamo poi incontrato il Direttore Generale della ASL di Caserta, il quale aveva preso in considerazione la nostra richiesta e dato mandato alla D.ssa Nuzzolo di interloquire con il Comune di Castel Volturno. Avevo pertanto organizzato un incontro con la suddetta dirigente e l’allora Assessore Marrandino, il quale aveva manifestato l’interesse dell’Amministrazione per la nostra proposta, prendendo l’impegno ad individuare una struttura dove l’ASL potesse attivare il servizio. Oggi stiamo ancora aspettando».
Vista la sollecitazione, abbiamo sentito il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, per spiegarci l’intenzione della nuova amministrazione sul problema. «L’impegno che ho preso quando ero assessore continuerà. È una questione a cui tengo tanto visto l’impegno di diverse realtà sociali e le necessità del territorio che si palesano nei servizi sociali. La settimana prossima avrò una conferenza di servizi proprio sulla destinazione di due beni confiscati, in uno dei quali vorrei rendere concreto il progetto. Il Ser.D. deve essere raggiungibile per tutti i cittadini del territorio, ma deve anche rispettare la privacy degli utenti che necessitano cure». Il sindaco Marrandino, quindi, fa fede all’impegno preso come assessore. Noi vi terremo aggiornati sull’eventuale nascita del Ser.D. sul litorale domizio.
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