
Nel cuore di Napoli, dove le strade s’incontrano per delineare Piazza Matteotti, sorge un luogo che è simbolo granitico della conservazione del patrimonio bibliografico napoletano. L’Emeroteca Tucci, situata all’interno del Palazzo delle Poste, rappresenta un pilastro culturale di rilevanza nazionale che, tuttavia, non sempre è stato valorizzato al meglio.
Fondata nel 1907 da un gruppo di giornalisti – Nicola Daspuro, Francesco Dell’Erba, Vincenzo Tucci (il quale, dieci anni dopo la fondazione, fu nominato presidente), Floriano del Secolo, Silvio Amoroso, Salvatore Aversa, Roberto Cantalupo, Silvano Fasulo, Valentino Gervasi, Eugenio Guarino, Alfredo Lamb, Giuseppe Lomonaco, Ettore Lupo, Achille Mango, Gennaro Nappi, Pasquale Parisi, Saverio Procida, Luciano Ramo, Ernesto Serao, Mario Sergio e altri – l’istituzione nacque con l’obiettivo di raccogliere giornali e riviste. Tuttavia, soltanto nel 1913, grazie all’intervento del ministro Teobaldo Calissano, l’Emeroteca si spostò in una sede più adeguata, a Palazzo Gravina, finalmente con degli spazi adibiti alla consultazione pubblica. Nel frattempo cominciarono anche le donazioni di alcuni collezionisti, come Vincenzo Riccio, che aiutarono ad arricchire il patrimonio dell’Emeroteca anche con dipinti e sculture. Fu nel 1936 che l’Emeroteca trovò la sua sede definitiva nel Palazzo delle Poste di Napoli, inaugurando così una nuova era per l’istituzione.
Il patrimonio dell’Emeroteca Tucci è immenso e, a tutti gli effetti, inestimabile. La biblioteca raccoglie oltre 300mila volumi tra libri, giornali, riviste, annuari e almanacchi, sia italiani che internazionali, distribuiti lungo un arco temporale di ben cinque secoli. La collezione include anche circa 10mila collezioni di periodici, 3mila dei quali introvabili in Campania, diventando così una delle collezioni più ampie di periodici mai create al mondo. Non mancano le edizioni uniche, come la prima traduzione italiana del “De architectura” di Vitruvio del 1521. La consultazione della collezione è gratuita, e fondamentale è l’impegno adoperato per la digitalizzazione di testi che vanno dal Quattrocento all’Ottocento grazie al progetto “Quattro secoli di saperi da salvare”, che oggi possono essere consultati anche online. Nel tempo, grazie alle attività culturali che hanno accompagnato l’ampliamento della collezione, l’Emeroteca Tucci è diventata un polo culturale dal valore accademico inestimabile, riconosciuto e apprezzato a livello mondiale.
Le sfide, per l’Emeroteca Tucci, non sono mancate. A partire dal 1915, diversi ministeri avevano contribuito allo sviluppo dell’Emeroteca con svariati interventi finanziari, ma col passare del tempo questi sono venuti meno. Da qualche anno a questa parte, soltanto la Camera di Commercio e il Comune di Napoli hanno continuato a finanziare l’istituzione, con brevi incursioni dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e l’Istituto Banco di Napoli-Fondazione. A seguito di un’interruzione di sei anni, il Ministero dei Beni Culturali ha poi ripreso, nel 2016, a erogare un contributo annuale. È dal 2002 che i contributi regionali sono sempre più sporadici, suscitando non poca preoccupazione nella comunità accademica: l’Emeroteca Tucci è un patrimonio da salvaguardare e valorizzare e non l’ennesima istituzione “all’italiana” che può essere abbandonata a se stessa.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...