
Darren Star è l’autore di Emily in Paris, la comedy-drama recentemente rilasciata dalla piattaforma Netflix ad ora nella top 10 delle produzioni originali. Lily Collins interpreta Emily, una giovane millennials di Chicago che si trasferisce per lavoro a Parigi. Qui porterà la sua visione americana ed affronterà l’ostilità dei suoi colleghi francesi.
Puntata dopo puntata è difficile non fare un confronto con Sex & The city, dopotutto Star è l’ideatore di entrambe le serie televisive. Se in quest’ultima c’è una Grande Mela di fine anni 90/primi 2000 con tutti i suoi eccessi a far da scenario, l’altra sfoggia una Parigi dei giorni nostri. Città diverse ma ugual costumista. Infatti, per tutte e due la scelta dell’identità stilistica delle protagoniste è stata affidata a Patricia Field. A lei si devono i mitici look di Carrie, l’iconico tutù, l’amore spassionato per le Manolo, l’abito Dior con fogli di giornale e le baguette Fendi. Per Emily invece, la costumer designer ha optato per abbinamenti moderni. Cappotto e borse Chanel, tabi e stivaletti, completo di Chiara Ferragni, l’abito da sera di Christian Siriano ne sono solo alcuni.
Per gli amanti del genere l’abbigliamento delle protagoniste è motivo di riflessione. Per quanto autore e costumista abbiano cercato di dar vita ad un altro successo, ci sono alcune precisazioni da fare. Innanzitutto, le due storie sono state registrate in periodi storici differenti e distanti tra loro. Le 10 puntate di un’unica stagione di Emily in Paris hanno un numero nettamente inferiore di look, vicende e phatos in confronto alle sei di Sex & The city senza contare i 2 film annessi. Per ora Carrie batte Emily ma non è detta l’ultima, le avventure dell’americana a Parigi potrebbero continuare!
di Chiara Del Prete
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