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Energia per il territorio: quando innovazione e bellezza possono camminare insieme

Francesco Balato
Francesco BalatoRedazione Informare
10 luglio 20265 min di lettura

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Energia per il territorio: quando innovazione e bellezza possono camminare insieme

Indice (3)

  • 1Il fotovoltaico
  • 2Il modello Capodimonte
  • 3Eliminare gli alibi e ridurre i costi

Il nostro territorio ha bisogno di energia. Ha bisogno di innovazione. E, forse più di ogni altra cosa, ha bisogno della capacità. E, forse più di ogni altra cosa, ha bisogno della capacità di guardare al futuro senza paura. Del resto, la questione energetica è una delle grandi sfide del nostro tempo. In tutto il mondo si studiano soluzioni per produrre nuova energia e soddisfare una domanda in continua crescita. Le nostre case, le nostre città, le nostre attività produttive consumano sempre di più. Persino l’intelligenza artificiale, destinata a trasformare molti aspetti della vita quotidiana, richiede enormi quantità di energia per alimentare server e infrastrutture.

Il fotovoltaico

In questo scenario si inserisce il fotovoltaico, una tecnologia che sta entrando sempre più nelle nostre abitazioni. Ed è difficile non riconoscerne il fascino: produrre energia sfruttando direttamente la luce del sole, una delle forze più potenti e generose della natura, è qualcosa di straordinario. È quasi gratificante pensare di poter ricavare una risorsa tanto preziosa da ciò che ogni giorno splende sopra le nostre teste.

Naturalmente nessuna innovazione è perfetta. Esistono questioni aperte, come quelle legate allo smaltimento dei pannelli a fine vita. Ogni progresso comporta costi e criticità. Ma sarebbe un errore fermarsi soltanto al prezzo da pagare senza cogliere il beneficio che ne deriva. Se dalla modernità prendiamo soltanto gli aspetti negativi e rinunciamo alle opportunità che offre, quale futuro possiamo costruire? La vera domanda è un’altra: a che punto siamo sul versante pubblico? Perché spesso il privato sembra correre mentre il pubblico fatica a tenere il passo? E soprattutto: stiamo utilizzando queste opportunità per migliorare concretamente i nostri territori?

Il modello Capodimonte

Una risposta incoraggiante arriva da uno dei luoghi più belli e rappresentativi della Campania: la Reggia di Capodimonte. Un autentico gioiello di valore inestimabile che, attraverso un recente progetto di efficientamento energetico, ha raggiunto un importante livello di autonomia grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici perfettamente integrati nel contesto storico e paesaggistico. Non si tratta soltanto di produrre energia. Significa disporre di risorse per l’illuminazione, il raffrescamento delle sale, la conservazione delle opere d’arte e la gestione dell’intero complesso con costi più contenuti e minore impatto ambientale. Significa rendere ancora più efficiente e fruibile un sito che negli ultimi anni ha dimostrato quanto la valorizzazione del patrimonio possa procedere di pari passo con l’innovazione.

Il progetto nasce anche da una collaborazione tra pubblico e privato, uno schema che, quando è trasparente e ben costruito, può produrre vantaggi per tutti. Il pubblico ottiene competenze, tecnologie e capacità realizzative che spesso fatica a sviluppare autonomamente; il privato trova occasioni di investimento e crescita. Il risultato è un beneficio per la collettività. Perché allora non immaginare un percorso analogo peri nostri centri urbani? Perché non utilizzare energia pulita per alimentare illuminazione pubblica, sistemi di videosorveglianza, trasporto pubblico, parchi, isole ecologiche e servizi cittadini?

Pensiamo al litorale Domizio. Di cosa ha bisogno? Certamente di controlli, anche attraverso strumenti elettronici moderni e costantemente operativi contro gli sversamenti abusivi, l’incuria e il disinteresse. Ma ha bisogno anche di infrastrutture efficienti: parcheggi tecnologici che funzionino davvero, sistemi intelligenti per il monitoraggio del ciclo dei rifiuti, punti di raccolta automatizzati e facilmente accessibili. Molti di noi hanno visto cassonetti intelligenti in comuni turistici del basso Lazio, dell’Abruzzo o di altre realtà italiane. Non stiamo parlando della Svizzera. Stiamo parlando di luoghi che hanno semplicemente scelto di investire nell’organizzazione e nell’efficienza.

Eliminare gli alibi e ridurre i costi

Un’isola ecologica moderna elimina gli alibi. Un sistema di sorveglianza efficace scoraggia comportamenti irresponsabili. Una rete di servizi alimentata da energia pulita riduce costi e migliora la qualità della vita. E viene spontaneo chiedersi se il costo di queste infrastrutture non sia, in realtà, inferiore a quello che ogni anno sosteniamo per rimediare ai danni prodotti dall’abbandono dei rifiuti e dal degrado. Anche nella scelta dei partner cui affidare i servizi pubblici occorre guardare all’innovazione: mezzi meno inquinanti, tecnologie più avanzate, attenzione concreta all’ambiente e al territorio.

Il profitto è legittimo, ma non può essere l’unico criterio. La Campania possiede risorse straordinarie. Può fare meglio e può diventare un modello. Forse il cambiamento dovrebbe partire proprio dai centri più piccoli, più raccolti, più facilmente controllabili, trasformandoli in esempi di efficienza, vivibilità e accoglienza. Per riuscirci servono investimenti, programmazione, coordinamento e scelte coraggiose. Serve utilizzare al meglio le risorse pubbliche e costruire una visione di lungo periodo.

Dieci anni fa era difficile immaginare raccoglitori per la raccolta differenziata sulle spiagge. Oggi sono una presenza abituale. La realtà dimostra che, quando si creano le condizioni giuste, anche le abitudini dei cittadini cambiano. A volte spontaneamente, altre volte con una persuasione più incisiva. L’obiettivo deve essere proprio questo: togliere gli alibi, rendere più semplice comportarsi bene e più difficile comportarsi male. Innovazione e tradizione non sono avversarie. Possono convivere. Possono rafforzarsi a vicenda. Possono rendere i nostri territori più belli, più puliti, più efficienti e più competitivi. Sarebbe un’occasione magnifica. E sarebbe un errore lasciarsela sfuggire.

Leggi anche: Il governo del territorio: il vero centro del sistema da cui tutto dipende

Tags
  • #energia
  • #Fotovoltaico
  • #litorale domizio
  • #Reggia di Capodimonte
Francesco Balato
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