
Un disastro ambientale, l’ennesimo della nostra terra martoriata, è stato scoperto nell’ex Cava Suarez, situata nella zona dei Camaldoli. Oltre 200mila tonnellate di rifiuti pericolosi, tra cui amianto e idrocarburi, sono state illegalmente sepolte in quella che doveva essere un’area bonificata. Questa situazione ha gravemente alterato l’ecosistema locale, ponendo, ancora una volta, seri rischi per la salute.
Bruno Sansone, l’imprenditore incaricato della bonifica nell’ex Cava Suarez, è stato posto agli arresti domiciliari. Inoltre, le autorità hanno sequestrato macchinari e mezzi per un valore di circa un milione di euro, utilizzati nelle operazioni illegali. Le indagini della Procura di Napoli, del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli gli accusano gravi reati come inquinamento e disastro ambientale.
La Procura ha definito la situazione come un vero e proprio disastro ambientale. L’alterazione dell’ecosistema è stata confermata dalle indagini svolte dall’Arpac e dalla consulenza tecnica di esperti in geologia ambientale. La discarica abusiva ha compromesso seriamente l’equilibrio naturale del sito, rendendo necessari interventi eccezionali e costosi per il ripristino dell’area. Il volume dei rifiuti illecitamente smaltiti è pari a quello di un edificio con una base di 90 metri per 90 metri e un’altezza di 7-8 piani. I rifiuti sepolti includono metalli pesanti e idrocarburi che potrebbero contaminare seriamente le falde acquifere e la vegetazione circostante.
Le indagini ancora in corso sono iniziate già nel 2015, dopo segnalazioni di movimenti sospetti nella cava. L’ex Cava Suarez, originariamente utilizzata per l’estrazione del tufo, era stata autorizzata nel 2011 dalla Regione Campania per un piano di ricomposizione ambientale. Tuttavia, invece di riempire i vuoti creati dall’estrazione con materiali compatibili, la cava è diventata di fatto una discarica abusiva. La società Metropolitana di Napoli Spa ha precisato che gli sversamenti illegali nella cava Suarez non sono collegati alla realizzazione della nuova stazione metropolitana di Capodichino.
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