
È da un paio di settimane che, in Campania, si percepisce un’aria di preoccupazione generale riguardo l’incremento dei casi di Epatite A dall’inizio del 2026. Per quanto la situazione possa recare timore, l’Azienda Ospedaliera dei Colli conferma che “non è presente nessuna epidemia o emergenza“. Con adeguati controlli, vaccinazioni e misure precauzionali, è possibile ridurre i contagi.
Durante i primi tre mesi del 2026 si è registrato un incremento dei casi di Epatite A in Campania. Secondo l’Azienda Ospedaliera dei Colli, sarebbero 133 le persone contraenti il virus HAV, di cui 53 ricoverati, all’ospedale Cotugno di Napoli, in buone condizioni. L’Epatite A è un’infiammazione del fegato causata dal virus HAV, trasmesso per via oro-fecale, con l’ingerimento di acqua o cibi contaminati, oppure tramite il contatto diretto tra persona e persona. Difatti, la causa principale potrebbe risalire al consumo di pesce crudo contaminato, in particolare molluschi come cozze, ostriche, vongole e cannolicchi. Un aumento dei contagi si registra, solitamente, dopo le festività natalizie, in cui il consumo di questi cibi è maggiore. Molti dei pazienti ricoverati confermano di aver consumato pesce crudo durante le festività. Una delle ipotesi di maggiore rilevanza riguarda la rottura di una rete fognaria nei pressi delle aree flegree. I conseguenti sversamenti di residui non depurati in mare avrebbero colpito gli allevamenti di mitili. La natura della problematica quindi può essere attribuibile alla qualità dell’ecosistema marino campano, o a uno scarso controllo igienico degli allevamenti di molluschi.
Le risposte di tipo sanitario e normative, da parte del comune di Napoli, sono state immediate. Difatti, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza in cui vieta il consumo di frutti di mare in tutti gli esercizi pubblici. Saranno, inoltre, intensificate le ispezioni dei Nas per verificarne la tracciabilità nei ristoranti e nei mercatini locali. La vendita dei frutti di mare nei locali autorizzati e a norma non è vietata. Nonostante ciò, è inevitabile che si sia creato un allarmismo generale e che le persone evitino preventivamente di acquistare o consumare questi cibi. Le pescherie e i locali protestano da giorni a causa di un brusco calo delle vendite, anche se il consumo di molluschi e frutti di mare non è pericoloso se cotto. La Regione Campania e l’ASL raccomandano di seguire determinate norme igienico-sanitarie per pesce, verdura e frutti di bosco, con l’obiettivo di tranquillizzare i cittadini e diminuire i casi di contagio.
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