
Il programma Erasmus è un’iniziativa dell’Unione Europea nata nel 1987 con l’obiettivo di favorire la mobilità degli studenti universitari all’interno dei Paesi membri e di altre nazioni partner. Grazie a questa opportunità, ogni anno migliaia di giovani possono studiare o svolgere un tirocinio all’estero, arricchendo il proprio percorso accademico e personale. Ma cosa significa davvero vivere un’esperienza Erasmus? Per rispondere a queste domande, abbiamo intervistato due giovani studenti italiani che hanno vissuto in prima persona questa avventura. Pietro, 24 anni, studente alla magistrale di Ingegneria dell’automazione è volato a Bucarest. Francesco, 21 anni, studente della facoltà di infermieristica ha studiato a Siviglia.
Quando ci si immerge in una realtà completamente nuova, la facilità di spostamento e la cura degli spazi pubblici sono elementi che incidono profondamente sulla qualità della vita degli studenti. I giovani raccontano come l’uso dei mezzi pubblici, l’organizzazione degli spostamenti, siano stati una scoperta positiva. «Nonostante all’interno le stazioni della metropolitana di Bucarest, non siano bellissime, sono efficienti. Tutti i mezzi di trasporto garantiscono puntualità, disponibilità e organizzazione» racconta Pietro. Anche Francesco replica: «A Siviglia avevo sempre tram, metro e bus a portata di mano». Inoltre ciò che ha colpito particolarmente gli intervistati riguarda la cura e l’organizzazione degli spazi pubblici nelle città ospitanti. «Mi è capitato veramente rarissime volte di trovare spazzatura per terra. Anche perché lo stato ti incentiva a raccogliere. Ci sono distributori di plastica dai quali ricevi soldi se ricicli» racconta Pietro.
Uno degli aspetti più significativi dell’esperienza Erasmus è l’immersione in un nuovo sistema universitario. Dal resoconto di Pietro non emergono diversità rispetto al sistema italiano mentre Francesco ci racconta: «Ciò che mi ha stupito è stato che in Italia Infermieristica è sotto il Dipartimento di Medicina e Chirurgia mentre in Spagna è sotto il Dipartimento di Infermieristica. Inoltre ho riscontrato più chiarezza sul ruolo dell’infermiere come operatore sanitario e professionista, ma a dispetto degli spagnoli, noi italiani avevamo una formazione migliore dal punto di vista teorico».
L’esperienza Erasmus, pur essendo un’occasione preziosa, comporta alcune difficoltà economiche e sociali che sono motivo di freno per molti studenti. Quali sono le spese reali da affrontare? Dal punto di vista economico, l’Europa mette a disposizione le risorse sufficienti per vivere all’estero. «Nonostante le difficoltà riuscivo a mantenermi benissimo con la borsa di studio anche se c’è da fare anche un po’ di sacrificio» ci racconta Pietro. Dal punto di vista sociale, al di là dei primi giorni nei quali si avverte un senso di solitudine, vengono organizzati eventi, attività extracurriculari. Francesco ci spiega: «Io ho usufruito dell’SN Erasmus Club, che organizzava incontri in amicizia per socializzare e conoscere gente oppure serate in discoteca, aperitivi. Così sono riuscito a crearmi una compagnia con la quale ho condiviso la mia esperienza»
Partire per un’esperienza Erasmus significa molto più che studiare all’estero. È un vero e proprio percorso di trasformazione e il racconto dei due giovani intervistati ne è una testimonianza. Quest’esperienza è un invito a superare i limiti della routine, a scoprire nuove passioni e a costruire nuove relazioni. È una chiamata a investire su sé stessi. Se stai pensando di partire, ricorda che ogni ostacolo è un’opportunità per arricchire il presente e modellare il futuro con coraggio e consapevolezza.
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