
Se prima la Turchia era uno storico alleato di Israele ed uno dei suoi partner commerciali principali in Medio Oriente, ad oggi la Turchia di Erdogan potrebbe essere pronta ad invadere lo stato ebraico. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in occasione di una convention del suo partito islamista AKP, ha lasciato intendere che sarebbe determinato a invadere Israele se il suo Paese avesse una forza di armi sufficiente. La situazione palestinese è sempre più drammatica ed infatti la Turchia ha interrotto le relazioni diplomatiche lo scorso ottobre in seguito al conflitto di Gaza e lo scorso aprile ha imposto restrizioni all’esportazione di beni turchi in Israele.
Lo stato di Erdogan è pronto a sostenere la Palestina con qualsiasi mezzo ed il presidente turco afferma: “Abbiamo fatto molta strada con la nostra industria della difesa, con le importazioni e le esportazioni. Fratelli, nessuno può ingannarci: dobbiamo essere molto forti, perché così Israele non sarebbe in grado di fare il casino che fa in Palestina. Come siamo entrati in Karabakh, come siamo entrati in Libia, faremo lo stesso con loro. Non c’è nulla che possa impedirlo. Dobbiamo solo essere forti e poi possiamo fare questi passi? Li faremo”.
Nel 2020, la Turchia, sotto la direzione di Erdoğan, ha fornito supporto militare all’Azerbaijan durante un conflitto di 44 giorni innescato da una disputa territoriale con l’Armenia e il territorio separatista dell’Artsakh, o repubblica del Nagorno-Karabakh. L’esercito turco non è intervenuto direttamente, ma ha fornito un’assistenza che includeva lo spiegamento di mercenari siriani ed una fornitura di droni. Pur non essendo intervenuto direttamente nel Nagorno-Karabakh, la vittoria militare dell’Azerbaigian è dovuta principalmente alla fornitura di veicoli aerei senza pilota di fabbricazione turca. Sempre nel 2020, la Turchia ha approvato un mandato di un anno per inviare truppe in Libia a sostegno del governo libico riconosciuto dalle Nazioni Unite, impegnato a combattere una guerra civile.
Nel caso di un tentativo di un’azione militare nella guerra a Gaza, Erdogan però potrebbe quasi sicuramente incontrare una forte opposizione in quanto la Turchia è un membro della NATO, che comprende Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania ed altri forti alleati di Israele. Infatti, Negli ultimi mesi, il presidente turco si è trovato in disaccordo con i suoi alleati occidentali, dopo averli accusati più volte di sostenere un presunto piano israeliano di “diffondere la guerra” intenzionalmente in tutto il Medio Oriente.
Le parole di Erdogan alla convention sono state parole dure e forti. Allo stesso tempo la risposta israeliana non è stata da meno. Secondo il Times of Israel, il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz ha risposto paragonando Erdogan all’ex dittatore iracheno Saddam Hussein. Katz ha scritto su X: “Erdogan sta seguendo la strada di Saddam Hussein e minaccia di attaccare Israele. Dovrebbe solo ricordare cosa è successo lì e come è finita”.
Dopo questo paragone, arriva anche la risposta su X del ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, che scrive: “Così come i nazisti genocidi sono stati ritenuti responsabili, anche coloro che cercano di distruggere i palestinesi saranno ritenuti responsabili. Coloro che cercano di mettere a tacere questa giusta voce, in particolare i circoli sionisti internazionali, tra cui Israele, sono in preda al panico. La storia si è conclusa nello stesso modo per tutti gli autori di genocidi e per i loro sostenitori”.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...