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ESCLUSIVO: la Pineta di Castel Volturno sta morendo

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11 maggio 20204 min di lettura

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ESCLUSIVO: la Pineta di Castel Volturno sta morendo

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  • 1La flora della pineta, ed il suo intero ecosistema, combattono contro la natura e l’uomo

La flora della pineta, ed il suo intero ecosistema, combattono contro la natura e l’uomo

La riserva naturale di Castel Volturno, come del resto tutta la pineta litoranea, sta marcendo.

Gran parte dei pini sono spogli e secchi, ed in gran numero abbattuti poiché pericolanti. È stato un colpo al cuore constatare come diverse aree non sono verdi come un tempo, ma grigie, invecchiate quasi come un essere umano che si appresta a morire.

Allarmati da questa situazione abbiamo chiesto spiegazioni ai Carabinieri reparto biodiversità di Caserta i quali attraverso un comunicato ufficiale firmato dal Col. T.SFP Michele Capasso ci hanno spiegato che la pineta della Riserva Naturale di Castel Volturno sta subendo un fortissimo attacco da parte di una cocciniglia nota come cocciniglia tartaruga dei pini il cui nome scientifico è “Toumeyella Parvicornis”.

Gli effetti della cocciniglia sono catastrofici e determinano nel tempo un diffuso seccume delle chiome degli alberi fino alla morte della pianta stessa. La cosa che ci conforta è che il reparto si è attivato ed ha chiesto all’ufficio Fitosanitario della Regione Campania un sopralluogo e, lo scorso Novembre, insieme ad un tecnico del Dipartimento di Agraria dell’Università di Portici, è stata confermata la condizione in cui versa la pineta, ed individuato il responsabile: la cocciniglia dei pini.

Purtroppo ci fanno sapere che la lotta alla cocciniglia appare molto complicata in quanto i trattamenti fitoiatrici non sarebbero applicabili all’interno di una superficie cosi estesa come quella della Riserva Naturale. L’unica soluzione, ad oggi, è quella di effettuare dei tagli di diradamento in modo da distanziare tra di loro le chiome degli alberi.

Per avere un quadro completo dello stato di salute della Riserva Naturale abbiamo chiesto spiegazioni anche al presidente dell’Ente Riserva Giovanni Sabatino e dalle sue dichiarazioni ci appare chiaro che la cocciniglia non è l’unico responsabile, di mezzo c’è un altro parassita: l’uomo.

Giovanni Sabatino ci spiega che la pineta appare estremamente degradata da un punto di vita forestale ed ecologico. L’ente riserva in collaborazione con l’istituto di Gestione della Fauna hanno redatto il Piano di Assestamento Forestale (PAF) del comune di Castel Volturno in cui si evidenzia la causa nella mancanza di una gestione forestale, associata alla pratica di attività illegali come abbandono dei rifiuti, taglio del sottobosco, incendi e all’azione dell’aerosol marino che arretra progressivamente il fronte sul mare. Tutti questi elementi rendono difficile che la pineta possa rispettare la condizione attesa dalla sua classificazione tra gli habitat di importanza comunitaria della Direttiva Habitat, per la quale è stata designata la Zona Speciale di Conservazione (ex SIC).

Gli interventi previsti dall’Ente Riserva prevedono la riqualificazione della Pineta, aumentando la diversità di Habitat e migliorando la biodiversità complessiva, consentiranno anche di migliorare la fruibilità della pineta che rappresenta un polmone verde per la città di Castel Volturno.

Interventi necessari che non posso essere condotti senza l’ausilio di quella parte di pineta sotto la tutela dell’ente comunale e pertanto Pasquale Marrandino, presidente della giunta comunale, ci fa sapere che la questione è stata segnalata da tempo da numerosi cittadini. Per il comune la pineta è una risorsa che va tutelata e per riuscire nell’impresa era stato previsto un convegno all’interno del centro di aggregazione al centro della pineta per cercare una soluzione, ma con l’avvento della pandemia è stato rimandato a data da destinarsi.

Dello stesso avviso è anche Nicola Oliva consigliere comunale; la pineta è una risorsa, ma il problema si sposta su più livelli di competenza perché ci sarebbero aree di diversa gestione tra Comune, demanio marittimo e/o forestale, i lotti privati. Una delle soluzioni proposte sarebbe quella di affidare il taglio della pineta a ditte specializzate cosi che il comune incasserebbe i proventi e garantirebbe una manutenzione stabile nel tempo, ma ciò andrebbe esteso a tutte le aree di competenza. Per il consigliere Oliva la pineta è la risorsa principale, dove intervenendo e studiando piccole concessioni ben regolamentate si potrebbero creare numerose attività che ne garantirebbero la fruizione ai cittadini.

A quanto pare l’attenzione sulla pineta resta alta, ma quello che sembra evidente è la difficoltà di gestire un’area cosi estesa ed una programmazione di interventi ancora non definita e frammentata tra i vari enti preposti. Bisognerebbe istituire una commissione ad hoc riunendo, oltre ai tecnici specializzati in materia.

Ciò che in qualche modo determina una delle cause primarie di degrado lungo l’intero litorale domizio è quello dell’assenza di controllo perché come abbiamo avuto modo di constatare lo sversamento illecito di rifiuti avviene anche in un’area protetta come quella della Riserva Naturale estendendo il concetto di Terra dei Fuochi a Monti, boschi, terra e mare.

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  • #castel volturno
  • #litorale domizio
  • #natura
  • #pineta
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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