
Di giovani “NEET” ne abbiamo sentito molto parlare, ma a cosa ci riferiamo con questo il termine? “NEET” è diventato argomento sempre più comune nei discorsi economici e sociali. Ma cos’è esattamente un NEET e perché questa categoria di individui rappresenta una sfida per la società e l’economia?
NEET è un acronimo che significa “not in education, employment, or training“. Si tratta di individui che non sono impegnati in attività educative, lavorative o formative. Non sono coinvolti in processi di apprendimento o di sviluppo delle proprie competenze e non hanno una posizione stabile sul mercato del lavoro.
La sigla NEET, viene quindi utilizzata in tutta Europa per indicare quei giovani tra i 15 e i 34 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano alcun tipo di corso di formazione. Volendo approfondire, troviamo diverse sottocategorie in merito a questo fenomeno. I NEET possono essere giovani disoccupati, ovvero chi non ha un lavoro ma lo sta attivamente cercando. Abbiamo l’esempio di giovani inattivi, ossia chi non ha un lavoro e non ha intenzione di cercarlo. Andando avanti, troviamo una nuova sigla: ELET (Early Leavers from Education and Training), cioè coloro che hanno interrotto precocemente gli studi. Per concludere, troviamo i neolaureati e coloro che si prendono una pausa dal lavoro o dallo studio per esigenze personali.
Quali sono le cause e le ragioni per cui un giovane può diventare NEET? Sicuramente, il contesto in cui un giovane del nostro paese è chiamato ad interfacciarsi, non è dei più stimolanti della storia. Può capitare, anzi capito molto spesso, che un giovane voglia proporre qualcosa di suo in ambito lavorativo e subito si ritrova sul groppone difficoltà evidenti che impediscono lo sviluppo di iniziative.
Una prima causa possiamo quindi ricondurla ad un avvilimento da parte degli stessi giovani nei confronti del mondo del lavoro. D’altra parte, anche la disoccupazione è una delle cause più comuni di NEET. Un giovane che non riesce a trovare un lavoro adeguato potrebbe ritrovarsi senza occupazione e senza un’educazione o una formazione continua. A questo, possono aggiungersi problemi relativi all’istruzione. Alcuni giovani potrebbero trovarsi in situazioni in cui non riescono a continuare i loro studi o a completare un’educazione formale. Questo può essere dovuto a problemi finanziari, a difficoltà accademiche o a altri fattori personali.
Non tralasciamo quindi le difficoltà sociali e questioni psicologiche: i problemi sociali e psicologici, come la depressione o l’ansia, possono impedire a un giovane di impegnarsi in attività educative, lavorative o formative. Strettamente connessi quindi i problemi di salute, sia fisici che mentali, possono impedire a un giovane di partecipare attivamente alla vita sociale ed economica. A ruota, anche l’ambiente familiare può influire sulla situazione dei NEET. Ad esempio, se i genitori non supportano i loro figli nell’educazione o nel lavoro, questi potrebbero trovarsi in difficoltà ed essere in qualche modo esclusi da attività sociali. Questi sono solo alcuni dei fattori che possono contribuire alla situazione dei NEET. Per aiutare i nostri giovani a superare le difficoltà e a raggiungere una posizione gratificante per la loro vita, è importante che la società e l’economia adottino misure adeguate per supportarli.
Ma appunto, quali misure potrebbero incidere positivamente per contrastare questo fenomeno? Innanzi tutto, spieghiamo che lo Stato dovrebbe avere. a cuore le sorti dei propri cittadini. Viceversa, è necessario da parte dei nostri giovani, riscoprire la voglia di mettersi in discussione. Tutte belle parole, ovvio. La realtà ci mostra quotidianamente l’amaro conto. Sicuramente, fare un elenco di iniziative, sarebbe un bel gioco che dovrà scontrarsi con la dura realtà di tutti i giorni. Iniziamo comunque ad immaginare cosa, nel concreto, la nostra società e la politica del nostro paese, potrebbe garantire o rafforzare con investimenti mirati. La prima cosa che ci viene in mente, è un adeguato investimento nell’istruzione: è importante investire in un’educazione di qualità per garantire che i giovani abbiano le competenze e le conoscenze necessarie per entrare nel mercato del lavoro. Va da sè, la creazione di opportunità lavorative.
Questo può essere fatto attraverso la promozione di un’economia forte e diversificata e la creazione di programmi di formazione professionale. Non dovrebbe mancare, un supporto psicologico e sociale. I giovani che affrontano problemi psicologici o sociali possono essere sostenuti attraverso programmi di supporto psicologico e sociale. Di pari passo, lo Stato ha a disposizione strumenti di politiche economiche e fiscali, finalizzate a per sostenere i giovani e prevenire il fenomeno dei NEET. Ad esempio, incentivi fiscali per le imprese che assumono giovani o programmi di formazione professionale possono essere molto utili.
Secondo le recenti ricerche si stima che l’Italia sia una delle nazioni europee con il più alto tasso di NEET: in base a questo spiacevole primato 1 ragazzo su 4 rientra in questa categoria con una percentuale complessiva che si aggira attorno al 25,1%. I NEET rappresentano una sfida per la società e l’economia per diversi motivi. Innanzitutto, questi individui sono a rischio di marginalizzazione e di esclusione sociale. Senza un’educazione o un’occupazione, infatti, è più difficile che essi raggiungano una posizione stabile e indipendente nella società. Inoltre, l’assenza di un’educazione o di un’occupazione può portare a una disaffezione verso la società e a una perdita di speranza nel futuro.
I NEET rappresentano anche una perdita per l’economia, poiché nel concreto non contribuiscono alla produzione economica e non stanno sviluppando le proprie competenze che potrebbero essere utili per il mercato del lavoro. Questo può portare a una mancanza di competenze specifiche all’interno dell’economia, con conseguenti difficoltà nell’affrontare sfide economiche e nell’adattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro. Per affrontare la sfida rappresentata dai NEET, è importante che la società e l’economia adottino misure che aiutino questi individui a superare la marginalizzazione e a raggiungere una posizione stabile. Ad esempio, potrebbero essere messi in atto programmi di formazione e di sviluppo delle competenze, o potrebbero essere create opportunità di lavoro per questi individui. Inoltre, potrebbero essere sviluppati programmi di sostegno per aiutare i NEET a superare le difficoltà che impediscono loro di impegnarsi in attività educative, lavorative o formative.
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