
Qualcuno dirà che è solo un gioco, non è vero: non per Napoli! La festa scudetto è esplosa al Diego Armando Maradona
Accolti da uno stadio straripante di tifosi, vestito a festa con i colori che rappresentano la città, i ragazzi di Spalletti hanno vinto contro la Fiorentina. Hanno allungato la distanza sulle inseguitrici, ma soprattutto si sono goduti l’abbraccio di un popolo in festa.
E la festa, la gioia, di questo popolo è esplosa ovunque: sugli spalti e nelle strade della città. Perchè non è solo un gioco, non si tratta solo di vincere o perdere, ma neanche di riscattarsi dal triste passato. Il calcio a Napoli è passione!
Non ha vinto solo la squadra in campo: ha vinto la fantasia, hanno vinto i sentimenti e magari anche la polemica di sottolineare che ha vinto il sacrificio, l’impegno e l’onestà. Come dice il Presidente.
Hanno cercato il contatto con i tifosi e loro li hanno accolti e idealmente abbracciati mentre giravano il campo con le bandiere e le sciarpe commemorative. Ma soprattutto, i ragazzi azzurri facevano video e fotografie a quella splendida coreografia umana che esultava.
Poteva essere una partita normale, in attesa della fine del Campionato. Ma i piani della Società erano altri. La sapiente regia di Paolo Sorrentino ha regalato uno spettacolo emozionante. Giochi di luci, ospiti speciali come Clementino e Geolier che hanno fatto cantare lo Stadio. Decibel Bellini ha presentato uno per uno i componenti di questa compagine vittoriosa: dal Presidente, ai giocatori, lo staff tecnico e quello medico fino ai magazzinieri che accompagnano la squadra ovunque prendendosene cura. Con in testa uno scatenato Tommaso Starace, l’unico testimone di tutti gli scudetti azzurri.
La serata si è chiusa con un’esibizione di Liberato, altro artista napoletano. Ma non prima che lo stadio riecheggiasse con quello che segretamente considerano il vero inno del Napoli: Il ragazzo della Curva B di Nino D’Angelo. Perchè non esiste tifoso azzurro a cui non venga insegnato ancor prima della ninna nanna. Un grazie va ad Ivano Petagna, stasera la scaletta è stata davvero splendida!
Quando le squadre sono scese in campo stasera, la Fiorentina si è schierata per onorare la squadra Campione d’Italia, tra due ali di giocatori viola sono scesi in campo i ragazzi del Napoli. la coreografia sugli spalti richiamava il numero 3, che ormai è diventato un numero magico a Napoli. Ma quando quella ufficiale è stata abbassata, è comparso uno scudetto capovolto con degli striscioni eloquenti.
L’hanno definito bottino di guerra. Non c’è stato alcun errore sugli spalti: quell’enorme scudetto capovolto lancia un messaggio preciso. Chi vinceva la guerra sul campo, era poi solito esporre i vessilli nemici capovolti. Ecco il messaggio che quello scudetto sottosopra ha voluto lanciare. Il Napoli, i tifosi napoletani, hanno vinto contro ogni previsione.
La passerella finale, i calciatori l’hanno fatta indossando un’altra maglia speciale: personalizzata per ognuno di loro. Questa volta la maglia era stata preparata anche per Luciano Spalletti e per il Presidente De Laurentiis. Dopo le polemiche (sterili) degli ultimi giorni riguardo la presunta PEC che l’allenatore avrebbe ricevuto, in merito al rinnovo esercitato dalla Società. Stasera c’è stato uno scambio di regali e complimenti tra i due. Ma se ascoltassimo le voci… sembra che il prossimo anno gli unici a restare dovrebbero essere giusto gli autisti del bus. Facciamo così: parlate e noi ci godiamo la nostra gioia.
Mancano ancora 4 partite ma ai tifosi napoletani non manca la voglia di festeggiare in campo, sullo stadio e per le strade. E Napoli vestita d’azzurro è bellissima!







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