
In Italia i giovani stanno scomparendo. L’Italia viene chiamata con sempre più frequenza un “paese di vecchi” e ciò non accade senza motivo. Il calo demografico della fascia degli giovani dai 25 ai 34 anni è un dato di fatto. Nel 2004, infatti, i giovani corrispondevano ale 15% della popolazione (8,6 milioni), mentre nel 2025 costituiscono solo un misero 10% percento (6,3 milioni). Si tratta di una riduzione di oltre 2,3 milioni di giovani in solo vent’anni!
L’analisi dei dati del professor Alessandro Rosina, ordinario di Demografia all’università Cattolica di Milano per il libro “La scomparsa dei giovani – Le 10 mappe che spiegano il declino demografico dell’Italia”, parla chiaro. Trovare l’indipendenza e spostarsi da casa è diventato una missione impossibile.
Secondo l’Istat e il dossier del Sole 24 Ore, nel 2024 il 63% dei giovani maggiorenni viveva ancora con i genitori. Tra i 25 e i 34 anni quasi uno su due non ha lasciato la casa di famiglia.
La vita, dunque, rallenta. La laurea arriva a 25 anni e dopo i 26 per gli studenti che decidono di intraprendere un master. Il nido familiare si lascia solo dopi i 30, il primo figlio arriva a 32,6 ed il matrimonio a 36,9. La docente di Demografia alla Luiss Guido Carli Maria Testa spiega: “Sono sempre meno quelli che riescono a raggiungere tutte le tappe fondamentali della vita entro i 35 anni”
I matrimoni nella fascia di età tra i 25 ed i 30 anni sono crollati. Si è passati da 36 a 22 ogni mille residenti per gli uomini e da 38 a 24 ogni mille residenti per le donne. Gli anni passati a studiare invece sono aumentati e i giovani non laureati già inseriti nel contesto lavorativo sono in aumento. I laureati di primo livello sono passati dal 36% al 42% nel 2023.
In questo contesto la docente Testa spiega che si stima che oggi solo il 13% degli italiani tra 18 e 34 anni abbia già un figlio, un dato coerente con il calo delle nascite in corso negli anni più recenti. Per i lavoratori tra i 25 e i 34 anni il dato sale appena al 22,7%.
Nelle grandi città, l’età media della donna al primo parto ha raggiunto la più alta su scala nazionale: 33,4 anni.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-34 anni) è allarmante si tratta del 12,3% quasi il doppio rispetto alla media Nazionale. Al Sud questo dato tocca la vetta altissima del 22,6%. Chi lavora, invece, non guadagna abbastanza. Secondo l’indagine Inapp Plus 2024, il 76% dei giovani afferma di essere insoddisfatto dello stipendio, mentre il 34% non trova offerte di lavoro ed il 35%preferisce non accettare in quanto inadeguate.
Insomma i dati parlano chiaro, l’Italia sta davvero invecchiando. Essere giovani è ormai sempre più difficile con le scarse prospettive lavorati, gli stipendi bassi ed il costo della vita in aumento. Il risultato di tutto ciò è una generazione lenta che impiega molto più tempo per “maturare” e che quindi produrrà molto meno in futuro. Se non si affronterà questa problema l’Italia si trasformerà davvero in un paese senza giovani e senza futuro!
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