
Si avvicina l’estate 2025 e si sente già profumo di spiaggia. Arriva il momento in cui ci si organizza per le giornate al mare. Sì, ma quale mare? Coi rischi che si corrono nel 2025 a causa dell’inquinamento, non vorrete mica partire sprovvisti? Ecco allora una pratica guida per evitare rischi sanitari e scegliere la miglior destinazione balneare e le migliori acque campane tra quelle che la nostra costa ci offre.
I dati, offertici dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania, sono relativi al monitoraggio effettuato dal 1 aprile al 30 settembre del 2024 e dei tre anni precedenti, pubblicati ufficialmente dalla delibera della giunta regionale n°615 del 14/11/2024. Quest’anno, invece, l’attività di monitoraggio si intensificherà ancor di più, come stabilito dalla delibera del 27 marzo scorso. Dal 7 aprile, l’Arpa Campania ha avviato i controlli istituzionali prestagionali per garantire la sicurezza delle acque lungo i 328 tratti monitorati nelle province di Caserta, Napoli e Salerno. I campionamenti proseguiranno fino a settembre e serviranno a monitorare eventuali variazioni legate a fenomeni meteorologici, scarichi abusivi o altri fattori di rischio, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e l’ambiente marino.
La relazione Arpac ha generato una vera e propria classificazione delle acque di Napoli, Caserta e Salerno, che possono essere qualificate con “scarsa”, “sufficiente”, “buona” o “eccellente”.
La zona che presenta una miglior qualità è quella del litorale domizio, che vede la grandissima parte delle proprie spiagge avere una classificazione Eccellente. Solo tre le eccezioni: le acque del mare delle località Pineta Grande e Pineta Grande sud di Castel Volturno, ritenuta di qualità Buona, e l’unica qualità ritenuta Scarsa, quella è del mare di Sud Fiume Garigliano di Sessa Aurunca. Tutto il resto può vantare una qualità Eccellente, grazie anche all’impegno della Regione in questi anni. “Una sinergia istituzionale con finanziamenti ed interventi infrastrutturali di primissimo ordine, a partire dagli impianti di depurazione che hanno determinato il miglioramento costante della qualità dell’ambiente e del mare domizio, ed i dati Arpac lo dimostrano in modo chiaro ed inequivocabile, per cui ora non resta che proseguire su questa strada”, dichiara Giovanni Zannini, presidente della VII Commissione permanente Ambiente, Energia e Protezione Civile del Consiglio regionale della Campania.
Spostandoci dal litorale domizio, le altre acque classificate con qualità scarsa sono:
Alcune spiagge tornano balneabili, precisamente le seguenti:
Ci sono, però alcuni tratti che hanno rilevato un peggioramento:
Infine, ci sono nuovi tratti resi balneabili di recente e quindi ancora privi di una serie storica di dati sufficiente per attribuire una qualità ufficiale, che presentano quindi la semplice dicitura di “nuova classificazione”. Parliamo di:
Questi ultimi, saranno oggetti di un’attività di monitoraggio ancor più martellante, per ovvi motivi.
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