
Alla Fondazione Foqus dei Quartieri Spagnoli, nel bel mezzo della zona di Napoli più mercificata, è sorto controcorrente un complesso di imprese pubbliche e private con l’obiettivo comune di fare cultura. Un moto che non si ferma neanche d’estate, ma anzi la sfrutta per dare ai cittadini una fruizione diversa di quella che è l’esperienza cinematografica classica. Da qui parte la rassegna “Estate a Corte”, che unisce la rassegna cinematografica, uno dei sempreverdi nelle attività del Foqus, con il più classico del cinema sotto le stelle. A dirigerla c’è il gruppo “Accordi e Disaccordi”, che vanta un sodalizio con la Fondazione che dura ormai dal post-Covid.
La serie di eventi in questione non poteva che attirare il sottoscritto. Dopo essermi gustato un dolcissimo “Nouvelle Vague” di Richard Linklater, ho ascoltato con piacere le parole di Pietro Pizzimento, curatore della rassegna: «Il sodalizio con Foqus è nato casualmente, perché c’era il Covid e c’era richiesta di mettere insieme le varie realtà ed estendere ad hub culturale questo progetto che nasce come scuola».

E quindi? Com’è questa rassegna? Beh, Pietro assicura: «La rassegna è totalmente autoriale, d’essai, al 100% di qualità». E non è semplice spesso selezionare una rassegna di questo tipo: «Ogni anno escono circa 1500 film nelle sale. Noi ne dobbiamo selezionare 60-70 per una rassegna. Andando a pescare tra i film vincitori di premi a vari David, Oscar, BAFTA, Cannes, Venezia ecc… si arriva a 20-30 film. Per i restanti film bisogna fare una selezione importante». Certo è che il modo di fare una rassegna sta cambiando, seguendo un gusto del pubblico che si sta abituando anche a generi e tipi di film su cui prima era riluttante: «Negli ultimi anni abbiamo inserito anche la sezione dei documentari. Fino a qualche anno fa era praticamente vietato inserire documentari nelle rassegne, perché venivano letteralmente ostacolati dal pubblico, come anche i film sottotitolati. Adesso il pubblico sta evidentemente crescendo e tutt’è due le cose sono ricercate».
C’è un’ultima cosa che Pietro ci tiene a dirmi. Ed è un marchio di fabbrica del gruppo “Accordi e disaccordi”, che ha portato a Napoli un nuovo modo di fare rassegna cinematografica: «I nostri incontri con gli autori sono dei Q&A (Question and answer). Questo vuol dire che le domande all’autore possono essere poste direttamente dal pubblico. Questa formula nasce al Torino Film Festival, mentre a Napoli una volta si usava fare la cosiddetta “vetrina” col moderatore che interloquiva con l’autore e col pubblico che non aveva possibilità di intervenire. Noi abbiamo portato a Napoli questo modo di fare rassegna».
Luglio è passato ed un mese di rassegna se n’è andato, tra grandi film e dialoghi affascinanti con gli autori. Ma il lettore sarà felice di sapere che “Estate a corte” non si ferma. C’è tutta un’estate ancora da vivere, all’insegna del divertimento, sì, ma anche della cultura.
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